Calcio, Editoriale

EDITORIALE | Malagò “double face” e la supercazzola del calcio italiano

08 Ottobre 2026 · 12:04

(di Alberto Cristani)

“Tarapia tapioco, come se fosse antani…”.
Quando il Conte Mascetti, in Amici miei, lanciava la sua supercazzola, le parole sembravano dire tutto senza spiegare davvero nulla. Una gag diventata metafora di quelle situazioni in cui ruoli e responsabilità si confondono, mentre il paradosso finisce per sembrare normale.

Nel calcio italiano, il passaggio di Giovanni Malagò da presidente della FIGC a commissario della stessa Federazione ha il sapore di una scena da commedia: un cambio di ruolo che arriva in un contesto complicato, tra polemiche, aspettative e la promessa di rimettere ordine.
Il Commissario Giovanni Malagò dovrebbe quindi rappresentare una svolta, l’occasione per superare impasse e contrapposizioni che si sono create con la presidenza di Giovanni Malagò. Siamo davvero al paradosso…
Detto ciò il rischio è che il cambio di titolo non basti: si invoca il rinnovamento, mentre il sistema resta impigliato nelle sue tensioni; si promette un rilancio, ma le riforme attese devono ancora prendere forma.

E così la soluzione rischia di assomigliare a una supercazzola istituzionale: molte parole, grandi aspettative e la domanda fondamentale ancora senza risposta — quale sarà il cambiamento concreto? E soprattutto, il cambiamento interessa davvero o sono più importanti i cavilli, le lotte di potere e i ‘dispetti’ tra ex amici?
Forse non si vuole capire (o si fa finta di non volerlo) che nodo non è soltanto chi occuperà una poltrona o con quale incarico bensì è capire se ci saranno le condizioni per intervenire davvero, con una visione chiara e la capacità di affrontare i problemi strutturali del calcio italiano.

In questo quadro, però, le competenze e le capacità di Giovanni Malagò in ambito sportivo sono indiscutibili; il suo curriculum parla chiaro e testimonia una lunga esperienza ai vertici dello sport italiano, insieme alla conoscenza delle istituzioni e delle dinamiche che lo attraversano.
Che sia commissario o presidente, Malagò possiede le capacità e le caratteristiche per contribuire al rilancio del calcio italiano. La vera sfida sarà trasformare questa esperienza in un progetto concreto, capace di restituire credibilità, prospettiva e fiducia a tutto il movimento.
E se Malagò sarà nuovamente lui il presidente FIGC (elezioni a dicembre ma l’esito sembra scontato…) sarà meglio seppellire definitivamente le asce di guerra, sportive e non.

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