(di Gianluca Ruffino – Foto Verona Volley)
La terza stagione di Marco Vitelli in gialloblù riparte con nuove ambizioni e una Rana Verona chiamata a misurarsi anche con la Champions League. Il centrale gialloblù guarda all’esordio del 17 ottobre contro Civitanova e a una stagione nella quale la concorrenza interna e il calendario più fitto potranno alzare ulteriormente il livello della squadra.
Mancano ormai circa due settimane all’inizio del campionato: a che punto siete e quali sono gli aspetti sui quali state lavorando maggiormente?
È stata una preparazione molto focalizzata sulla sala pesi. Abbiamo iniziato a fare qualche amichevole: esclusa Modena abbiamo affrontato squadre austriache e tedesche; quindi, non abbiamo ancora preso un vero ritmo da Superlega. Ora iniziamo al completo, con Sani e Mozic rientrati dalla Nazionale e anche coach Soli con noi. Aspettiamo ancora Christenson, che a breve dovrebbe tornare disponibile.
La batteria di centrali è particolarmente varia e competitiva. Quanto è stimolante contendersi lo spazio con compagni così forti?
L’anno scorso per gran parte della regular season eravamo soltanto io e Cortesia. Poi, quando siamo tornati a pieno regime con tutti e quattro, è stato utile anche per avere un po’ di respiro. In questa stagione, con la Champions, le partite sono molte. Avere una batteria di centrali che alza il livello degli allenamenti e offre più possibilità in partita aiuta molto la squadra.
Che impressione ti ha fatto Simone Anzani?
Ci siamo allenati poco in campo. Però è una persona che sa stare in uno spogliatoio, ne ha vissuti tanti e sicuramente ci darà una mano, dentro e fuori dal campo.
Tu stesso sei un giocatore esperto. Senti anche la responsabilità di essere un punto di riferimento per i più giovani?
È una cosa che deve essere percepita dallo spogliatoio più che sentita dal giocatore. Cerco sempre di aiutare tutti e metto al primo posto la squadra. Spero che questo venga visto e che i compagni mi considerino quantomeno un compagno affidabile.
Coach Soli è tornato da poco a Verona dopo gli impegni con la nazionale slovena. Ha già condiviso con voi qualche indicazione particolare?
Non c’è stato molto tempo. Abbiamo fatto un allenamento e poi siamo partiti per l’Austria. Ha spiegato qualcosa della sua filosofia ai nuovi, mentre chi c’era già l’anno scorso conosce il suo modo di lavorare.
La prima giornata vi mette subito davanti un big match, contro Civitanova. Avresti preferito un esordio più “soft”?
Anche loro non avranno un ritmo partita ottimale e hanno cambiato alzatore, quindi dovranno trovare l’intesa. Noi dobbiamo farci trovare pronti e imporre il nostro livello di gioco. Alla fine, prima o poi, dobbiamo affrontarle tutte.
Rispetto allo scorso anno cambia anche il calendario, con l’impegno in Champions League. Cambia qualcosa nella preparazione di una stagione?
No, bene o male resta tutto invariato. Io preferisco giocare piuttosto che allenarmi, quindi sono felice di avere più partite. I viaggi all’estero possono essere più stancanti, ma giocare non lo è.
Qual è la caratteristica che può fare davvero la differenza quest’anno? E dove dovete ancora crescere?
La pressione al servizio è stata una nostra caratteristica l’anno scorso. Abbiamo perso Darlan, ma abbiamo trovato Buchegger. Bisogna invece migliorare l’intesa con Christenson e con i nuovi, e soprattutto riuscire a mantenere alto il livello di gioco per tutta la stagione. Le grandi squadre sono quelle che riescono a non scendere mai sotto una determinata soglia, sia durante una partita sia nell’arco di una stagione.
Qual è l’obiettivo per questa stagione?
Il livello del campionato si alzerà. Già confermare i risultati dello scorso anno sarebbe un grande risultato. Magari punteremo a fare qualcosa in più nei playoff, arrivando a una finale Scudetto.
Con una stagione importante a Verona, pensi che possa esserci anche l’opportunità di rientrare nel giro della nazionale?
Più che crederci, deve essere un’ambizione di qualsiasi giocatore. Bisogna lavorare con quell’obiettivo, poi durante la stagione devi pensare a fare bene con il club. Quello che verrà si vedrà, ma è un sogno che tutti i giocatori credo abbiano.



