Nel post-partita, Baroni sottolinea che il Verona ha dominato, ma ha avuto anche sfortuna. Sul dominio ha ragione: 25 tiri a 7, una dozzina di corner a zero, un’ora abbondante di partita in mano ai gialloblù. Tuttavia, sulla sfortuna si posso aprire numerosi dibattiti, e questo 2-2 racconta un limite che non nasce al Bentegodi.
Il dato che pesa di più è quello di Mosquera. Con tre doppiette di fila, sei gol in tre partite, e all’Hellas sono arrivati 4 punti su 9: una vittoria, la sconfitta di Modena e questo pari. Quando il centravanti fa il suo lavoro e la classifica non si muove, la colpa non può essere dell’attacco. 8 punti dopo 7 giornate sono pochi per una squadra che crea così tanto, ed il Catanzaro, con la panchina di Gorgone in bilico, se ne va con un punto che vale molto di più per lui che per il Verona.
La partita si è decisa tra il 67′ e il 75′. Sul 2-1 il Verona ha cambiato faccia: Baroni ha tolto Sarr per Frese al 72′, cercando più copertura, e la squadra che fino a lì aveva spinto si è abbassata. Il tecnico ha spiegato la scelta con la stanchezza di Sarr e con una botta di De Battisti, e si possono comprendere le ragioni. Ma contro un avversario che aveva tirato così poco è sembrata una scelta di paura più che di necessità. Il rigore su Pecorino, atterrato da Calabrese dopo una giocata di Pafundi appena entrato, arriva tre minuti dopo il cambio.
La sfortuna vera è venuta dopo: Cerbone entra a cambi finiti, si fa male al ginocchio e il Verona chiude in dieci. Ma era già 2-2, e il ginocchio del classe 2007 non spiega il gol subito. Nemmeno i fischi del finale sorprendono. Iannoni li ha definiti meritati, e crediamo che il Bentegodi non fischi la prestazione: fischia la sensazione di avere in mano una partita e di lasciarla andare.
Baroni si dice arrabbiato ma fiducioso e promette di sistemare tutto. Ha ragione a non voler smontare una squadra che tira così, ma è bene guardare ai minuti dopo il vantaggio e all’area di rigore. Il primo segnale utile arriverà la prossima volta che il Verona passa in vantaggio: si vedrà se tiene la linea alta o se si abbassa di nuovo.
FOTO: HELLASVERONA.IT



