Acqua, amore e fantasia

Sono indiscutibilmente la coppia più vincente delle Paralimpiadi di Tokyo: lui di medaglie ne ha portate a casa 7 (un oro, quattro argenti e due bronzi) mentre lei si è ‘fermata’ a 5 (2 ori, 2 argenti e un bronzo). Due atleti uniti nello sport, ma anche in amore. Giulia Terzi e Stefano Raimondi stanno vivendo il loro magic moment fatto di notorietà, successi, medaglie ma soprattutto di un legame speciale. Un percorso di crescita che ha come obiettivo le Paralimpiadi di Parigi 2024 al termine della quali la loro storia potrebbe arricchirsi di nuovi, importanti capitoli, sportivi e non.

Come vi siete conosciuti?
Giulia: «Ci siamo conosciuti nel 2019 a un collegiale con la squadra nazionale. In quell’occasione l’obiettivo era prepararsi per il mondiale. Pian pianino al di fuori dell’ambiente piscina abbiamo cominciato a conoscerci e frequentarci».
Vi siete subito visto con occhi diversi?
Stefano: «Io l’ho notata subito, Giulia è una ragazza che si nota. Piano, piano ci siamo conosciuti al di fuori dell’ambito sportivo. C’è voluto un po’ di tempo perché non abitavamo vicini quindi tra allenamenti e altro ci vedevamo poco. Poi abbiamo deciso… di metterci insieme!».
Giulia: «Qualche mese prima di un campionato italiano, dopo avermi visto in vasca, andò da alcuni miei compagni a chiedere informazioni. Una ragazza venne a riferirmi che Stefano Raimondi aveva chiesto informazioni su di me. Io risposi: “Chi è Stefano Raimondi” (ride n.d.r.)»?
Chi ha fatto il primo passo?
Stefano: «È stata una cosa reciproca. Ci siamo conosciuti e abbiamo capito come siamo al di fuori della piscina. Anche in piscina siamo una coppia ma nell’ambito lavorativo rimaniamo concentrati esclusivamente su quello che dobbiamo fare».
Il vostro abbraccio a Tokyo è stato molto bello e spontaneo…
Stefano: «Ad essere sinceri ci hanno ripreso un po’ alle spalle: io ero dietro le telecamere che stavo aspettando Giulia perché avevo appena finito. Quell’abbraccio non c’è stato solo quel giorno ma tutti i giorni. Noi ci siamo sempre comportati spontaneamente e non siamo mai andati a cercare le telecamere…».
Giulia: «Io quel giorno ho vinto l’oro, poi toccava a lui. L’abbraccio è nato spontaneo. Poi casualmente ci siamo trovati davanti alle telecamere e le immagini sono andate in giro per il mondo…».

(leggi intervista completa su SdP n.70/2021 – pag. 30)

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