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Christian Vieri al Festival dello Sport: “I social mi divertono. Allenare? No, mi godo le mie figlie”

02 Ottobre 2026 · 16:26
Vieri al Festival dello sport di Trento

Risate, ricordi e un viaggio tra le varie tappe di una grande carriera. Un Christian Vieri senza filtri tra i protagonisti del Festival dello Sport, la rassegna organizzata dalla Gazzetta dello sport che dall’1 al 4 ottobre porterà a Trento tantissime stelle dello sport azzurro e mondiale.

In un dialogo con Andrea Elefante al Teatro Sociale, di fronte ad una platea decisamente coinvolta, fatta di ragazzi ed estimatore dell’ex bomber azzurro, Vieri ha ripercorso i momenti importanti della sua vita in un metaforico viaggio tra gli aeroporti delle città che hanno segnato la sua carriera dal titolo “Christian Vieri: Air Bobo”.

Bobo Vieri si racconta al Teatro Sociale

Il viaggio da bambino verso Sydney, in ritorno a Prato da nonno Enzo (Mi prometteva 5000 lire ogni goal, le prime due partite ne feci sette. Dovette abbassare il premio a 1000 lire per non esaurire la sua pensione), passando per le esperienze a Torino in maglia Juventu, a Madrid e alla Lazio, prima di fare la storia con l’Inter. “Dispiaciuto di aver lasciato la Lazio, ma io volevo giocare con Ronaldo. Alla proposta dell’Inter non ho esitato” ha raccontato il classe 1973. 

In nerazzurro oltre 100 goal, incoronato Il Re di San Siro con la storica consegna della corona da parte di Materazzi alla sua centesima marcatura. “Mi sentivo davvero confident”.

Vieri ha poi affrontato anche il tema nazionale. Con 23 reti in 49 presenze, Bobo è il nono marcatore della storia azzurra. “Migliore l’Italia dei mondiali del 1998 o del 2002? Due squadre clamorose, avevamo giocatori straordinari in ogni ruolo. Buffon, Maldini, Nesta, Cannavaro, Inzaghi, Del Piero, Totti. Cosa è mancato per vincere? Un pizzico di fortuna”.

Sul 2006. “Mi sono infortunato un mese e mezzo prima dei mondiali. Mi girano i co***oni di non esserci stato, ma che ci posso fare?”. 

Vieri ha interagito col giovane pubblico in platea, tra aneddoti e la sua nuova vita da “comunicatore”. “I social mi divertono. Mi piace raccontare e condividere quello che faccio durante il giorno”.

Ha preso il patentino per allenare, ma per adesso la priorità sono le figlie Stella e Isabel, la sua gioia. “Fare l’allenatore è un mestiere difficilissimo. Quando vinci è merito degli altri, quando perdi è solo colpa tua. Io ho scelto di stare con le mie bambine. Fare il genitore è la cosa più difficile del mondo. Per me basta che siano felici”. 

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