Come capire se tuo figlio è vittima di bullismo

Qualcosa non va. Lo sai. Lo senti. Perché tuo figlio non si comporta più come prima? È strano. Ma sì, è solo l’età. E se non fosse così, se invece fosse vittima di bullismo?

Il bullismo è un male oscuro, con radici che attecchiscono in fretta. Si nutre di emozioni negative, le stesse da cui nasce. Fa paura e ti spaventa, perché non sai come riconoscerlo e, anche quando accade, non sai come agire.

Ora, però, prendiamo il coraggio a due mani e, insieme, cerchiamo di far luce sui possibili segnali che possono aiutarti a capire se tuo figlio è vittima di bullismo

Vittima di bullismo: gli indicatori che fanno scattare l’allarme

È possibile che tu possa pensare di avere un dialogo splendido con tuo figlio. C’è sincerità e rispetto, parlate di tutto: questo è bellissimo. Ma devi considerare che spesso, le vittime di bullismo, e cyberbullismo, tendono a chiudere in sé il disagio e la paura che stanno vivendo.

Il bullismo si manifesta in forme diverse, ripetute e intenzionali. Può essere diretto, quando si esprime con forme di aggressività fisica e verbale, indiretto, quando tende a escludere dal gruppo e calunniare la vittima. Oppure, può manifestarsi anche in modo strumentale, quando porta all’estorsione di denaro o beni materiali. È un male tentacolare che sopprime l’empatia e agisce in mutevoli modi, sia nella realtà che nel digitale.

Nel cuore di ogni vita c’è un incontro che ci salva, e nella storia dei nostri figli dobbiamo fare di tutto per esserci noi a quell’incontro.

Dunque, quali sono gli indicatori che possono aiutarti a capire se tuo figlio è vittima di bullismo?

Ne abbiamo parlato con il dott. Michele Dal Bo, psicologo psicoterapeuta, nonché membro fondatore della community GenitorinRete, e abbiamo preparato una lista di possibili campanelli d’allarme.

Ti trovi davanti a probabili segnali, che manifestano la presenza di azioni di bullismo, quando tuo figlio, o tua figlia:

  • torna casa con i vestiti sgualciti, o strappati e presenta lividi o tagli;
  • perde ripetutamente i suoi oggetti, o sono spesso rotti;
  • non fornisce spiegazioni convincenti ai due punti precedenti;
  • c’è un repentino cambiamento del suo comportamento e tende a isolarsi dai suoi pari durante o dopo la scuola;
  • inizia a manifestare malesseri fisici, come inappetenza, mal di testa o mal di stomaco ed è riluttante ad andare a scuola;
  • soffre di disturbi del sonno;
  • appare spesso insicuro, ansioso o triste;
  • mostra improvvisi sbalzi di umore;
  • ha un calo improvviso del suo rendimento scolastico.

Tutti questi indicatori sono spie che rivelano un disagio. Forse è solo un momento di transizione, forse sta succedendo qualcosa che lo turba e non riesce a manifestarlo apertamente. Il dialogo è sempre la soluzione da perseguire. È necessario aprire le porte di una “zona franca” in cui incontrare la vittima di bullismo e instaurare un dialogo privo di pregiudizi, in cui ascoltarla e mostrarle la nostra fiducia. Serve un ambiente empatico e confidenziale che favorisca l’autostima e la consapevolezza.

Se hai dei sospetti, se tuo figlio, o tua figlia, manifesta un comportamento che riflette alcuni, o anche solo uno, degli indicatori che ti abbiamo riportato: non ignorarlo. Può essere un percorso complesso, ma va affrontato, altrimenti rischia di lasciare aperte ferite che nel tempo minano la qualità del suo futuro.

Se hai dei timori, perché non sai come fare, rivolgiti a degli esperti che possano supportare tuo figlio e la tua famiglia.