CONI Veneto: lettera aperta del presidente Ponchio alla politica

Un forte grido di dolore arriva dallo sport, tutto lo sport, per la crisi energetica e il relativo
‘scoppio’ dei costi energetici che si è abbattuta su tutti e su ogni impianto sportivo in Italia e nel
Veneto in particolare
Il grave e difficilissimo momento che sta vivendo chi gestisce e opera in qualsiasi impianto sportivo
è trasversale e comprende tutti gli impianti di tutti gli sport e di tutti i livelli.
Non solo piscine potrebbe essere uno slogan per provocare e descrivere la situazione attuale degli
impianti sportivi, perché, se è vero, come è vero, che per numeri in assoluto, il problema
dell’esplosione dei costi energetici è più rilevante per gli impianti natatori, è altrettanto vero che,
se parliamo di percentuali di balzo in avanti dei costi di gestione per la parte energetica, il problema
è uguale per tutti.

Giustamente la Federazione nuoto, gli organismi di rappresentanza degli impianti natatori, gli
imprenditori del settore, stanno cercando, con tutta la loro forza, di sensibilizzare l’opinione
pubblica e, soprattutto, le Istituzioni, sul drammatico momento che stanno vivendo. Un momento
che rischia di far saltare e chiudere moltissimi, se non tutti gli impianti del settore.
Il Coni, come da suo compito istituzionale, rappresenta tutti e ogni attività sportiva organizzata e,
in questo momento, desidera far emergere e notare come si sta rischiando di far saltare il “sistema
sport” in Italia e qui nel Veneto in particolare
Anche i campetti e i piccoli impianti del territorio stanno subendo gli stessi rincari di tutti gli altri
e se piscine, palestre, palazzetti, ecc, vedono bollette di luce e gas aumentare di molti zeri,
anche loro devono affrontare una moltiplicazione per sette-otto volte di questi costi.
Il Coni Veneto e io personalmente, chiede che lo sport sia aiutato e non lo chiede più alla Regione
e agli Enti Locali, che lo hanno fatto durante la prima pandemia, ora siamo in una seconda e più
grave pandemia, dal punto di vista economico, per questo chiede l’intervento dello Stato e del
Governo in particolare. Lo sport chiede, vuole, con tutte le sue forze, essere aiutato, aiutato così
come gli altri comparti produttivi del paese.

Se è giusto aiutare l’industria, il commercio, l’artigianato, la scuola, la sanità, ecc., anche lo sport
chiede aiuti e se, come dimostrano le ultime stime, lo sport produce oltre il 3% del PIL, lo stesso
3% di aiuti devono arrivare allo sport. Il tutto senza tenere in considerazione che la pratica sportiva
va ben oltre il solo e mero controvalore economico.
Se tutta l’opinione pubblica e le Istituzioni in particolare, riconoscono che fare sport, specie a
livello giovanile, fa bene, educa è, praticamente un diritto, per la stessa ragione lo sport ha
diritto di essere aiutato
, altrimenti si rischia che fare sport ridiventi, come cinquant’anni fa, una
possibilità per pochi……sarebbe un disastro.
Siamo convinti e speriamo che il nuovo Governo recepisca, magari anche con l’istituzione del
Ministero dello Sport, questo grido di dolore che sale dal “popolo” dello sport del Veneto.