Editoriale #73 – L’anno (sportivo) che verrà

Il 2022 che sta per chiudersi è stato per lo sport italiano un anno, se così si può dire, normale.
D’altra parte era impensabile ripetere i risultati e le prestazioni di uno straordinario 2021 dove il tricolore, l’aveva fatta da padrone praticamente in quasi tutte le discipline.
A dire il vero, in alcuni sport, i nostri atleti si sono resi protagonisti di vere e proprie imprese, vedi rugby (vittorie storiche contro Galles e Australia per la selezione maschile, piazzamento tra le migliori otto al mondo per il femminile), tennis (semifinale Coppa Davis), pallacanestro (qualificazione ai Mondiali) giusto per fare qualche esempio.
Chi ne è uscito con le ossa rotte da questo 2022 è senza dubbio il calcio, il re (nudo) degli sport praticati in Italia che tra mancata qualificazione ai Mondiali, campionati così così, figure poco edificanti nelle coppe europee e i (soliti) pastrocchi societari sta vivendo uno dei punti più bassi della sua storia.
Piccola – ma davvero minuscola – parentesi sui Mondiali in Qatar che, a mio avviso, hanno definitivamente decretato la fine dello sport calcio a discapito del calcio ‘palancaro’. Mai si era assistito alla manomissione e allo stravolgimento di una disciplina con l’unico scopo di accontentare la sete di successo e di potere (economico) di un paese che, tra l’altro, con calcio ha poco o niente a che fare. Gli emiri hanno comprato il calcio per fare pubblicità alla loro piccola (11.571 km²) ma estremamente ricca terra; poco importa se, per preparare questo spettacolo, si sono calpestati diritti umani e sacrificato vite.
Oggi mi sento qatariota, mi sento africano, mi sento arabo, mi sento gay, mi sento disabile, mi sento lavoratore migrante”. Le parole di Gianni Infantino, presidente della Fifa, alla conferenza stampa inaugurale del Mondiale, sono davvero imbarazzanti…
È fuori discussione che il 2022 non verrà ricordato per i Mondiali di calcio; e questa è una buona notizia.
Per quanto riguarda la redazione di SportdiPiù, l’anno che sta per salutarci ha portato molte conferme e alcune importanti novità; la rivista ha trovato una continuità molto soddisfacente e dopo 14 anni di pubblicazioni, si appresta ad affrontare il 2023 con grande ottimismo e rinnovata fiducia. Il nostro raggio di azione si sta allargando sempre di più a dimostrazione che possiamo dire la nostra anche a livello regionale.
Abbiamo rinnovato i nostri portali, rendendoli maggiormente multimediali e offrendo contenuti esclusivi e di approfondimento. sportdipiu.net e allinsport.sportdipiu.net, sono stati realizzati da Nexidia s.r.l. di Verona, per noi più di un semplice fornitore di servizi, un vero partner su cui contare e con il quale poter sviluppare e raccontare lo sport.
Un altro ‘attore protagonista’ che ci ha affiancato durante quest’anno è Avelia Hd, un’altra azienda veronese che, grazie alla sua competenza e attenzione, ci ha permesso di produrre la trasmissione ALL IN SPORT che, permettetemi di essere un po’ immodesto, ha aperto una finestra sul mondo dello sport paralimpico, con coraggio, senza buonismo ma con tanta attenzione, nel rispetto della disabilità e dell’inclusione.
Un grazie va a tutti gli sponsor, a TelePace, TeleNuovo e TelePadova 7Gold, le emittenti che hanno creduto al nostro progetto e ci hanno garantito la messa in onda.
Grazie a Pablo Tarocco, regista insostituibile, Francesco Adami, giovane e preparato tecnico video, ad Andrea Colognese e a Gianni Patuzzo, gli uomini Avelia, a Daniela Scalia, presentatrice ‘sempre sul pezzo’; senza di loro ALL IN SPORT sarebbe rimasto solo un sogno, un’idea.
Un grazie va anche a tutti voi, che ci seguite, leggete, guardate, criticate e ci fate sentire la vostra vicinanza e affetto, sentimenti e segnali che rendono il nostro bellissimo sempre più appagante.

Auguro infine a tutti voi (e a tutti noi) un Buon Natale e un 2023 che ci permetta di stare ancora insieme, di apprezzare e difendere il valore (quello vero) dello sport. Perché dello sport ‘costruito’, sinceramente, non ne abbiamo proprio bisogno.