Editoriale #82 – La lezione di mister Baroni

Mentre scrivo questo editoriale, l’Hellas Verona è ancora nel limbo. Certo, rispetto a quattro mesi fa, le possibilità di rimanere in serie A si sono moltiplicate in modo esponenziale, ma l’analisi che sto per fare è completamente disgiunta dall’esito finale di questa travagliata stagione.
E così, anche se l’Hellas dovesse malauguratamente retrocedere in serie B (gli scongiuri sono ammessi…), il mio giudizio su mister Marco Baroni rimarrà assolutamente e inequivocabilmente positivo.
Una buonissima carriera da giocatore e una lunga gavetta da allenatore, iniziata poco meno di venticinque anni fa, fanno mister Baroni un uomo di campo a 360°.
Poche parole, tanto lavoro: su questi due pilastri Baroni ha impostato la sua prima (e speriamo non ultima) stagione sulla panchina gialloblù iniziata – giusto ricordarlo – tra lo scetticismo generale avallato dalla maggior parte dei media.

Il Verona inizia il campionato vincendo a Empoli e per un po’ il vento sembra cambiare: Marco Baroni diventa magicamente l’uomo giusto al posto giusto.
L’idillio però dura poco: il Verona inizia a inanellare prestazioni e risultati negativi, terminando il girone d’andata al 18° posto con soli 14 punti.
Come se non bastasse, per sanare il bilancio societario, al buon Baroni vengono venduti quattordici giocatori (praticamente mezza rosa…) che vengono rimpiazzati con giovani sconosciuti di belle, si spera, speranze.
Ed è proprio nel momento più buio della stagione, quando la stragrande maggioranza degli ‘esperti’ di calcio (la maggior parte seduta davanti al pc…) e dei tifosi recitavano il de profundis per l’Hellas, ecco proprio in quel preciso istante, Marco Baroni ha abbassato lo sguardo, tappato le orecchie e ha iniziato a pedalare (metaforicamente parlando) ancora più veloce. 
Il risultato (non parlo di classifica, lo ripeto) è sotto gli occhi di tutti, tant’è che ora si parla del ‘miracolo di Baroni’.

A mio avviso Baroni ha ‘semplicemente’ dimostrando di essere un allenatore capace, preparato, con due palle così. Insomma, un vero e proprio leader di grande impatto tecnico e motivazionale all’interno di uno spogliatoio rinnovato e ringiovanito in corso d’opera.
Le sue dichiarazioni nel post-partita con la Fiorentina, in riferimento alla prestazione di Tijjani Noslin, giovane e talentuoso attaccante olandese autore del gol vittoria, sono la miglior sintesi del suo credo calcistico: “C’è la bellezza in questi ragazzi, di avere un calcio nella testa senza retaggi mentali. Tijjani dà la disponibilità ovunque: noi a volte li rinchiudiamo, ma lui ha questa mentalità non condizionata dalla posizione e la sfrutto. Come tutti i giovani bisogna buttarli in campo e sostenerli nelle difficoltà”.

Applausi.

PS: Marco Baroni è un bravo allenatore e, in primis, una persona educata, gentile e mai polemica. C’è però chi, in tempi non sospetti, ha dichiarato che queste sue doti erano invece macroscopici limiti che penalizzavano il Verona. Beh, vedrete che questi ‘cosiddetti’ limiti torneranno ad essere magnifici pregi nel caso in cui Magnani e compagni centrassero la salvezza. Scommettiamo?