Fase 2 e paura di uscire di casa: le strategie per muovere i primi passi

La realtà che abbiamo vissuto in questi mesi è una condizione talmente avulsa dalla quotidianità da far crescere in ognuno di noi disagi, paure, presa di coscienza di emozioni o tratti della nostra personalità latenti. Il Covid-19 non è stata solo una pandemia a livello di malattia fisica, ma ha portato, e purtroppo continuerà per alcuni mesi, a una crescita degli effetti nocivi in ordine mentale.
Da non sottovalutare l’incremento dell’uso dei canali digitali e delle chat, che ha portato sia a un rinnovato interesse del mondo della rete con accesso a canali prima sconosciuti (come lo smart working, la didattica a distanza o le piattaforme di chat multiple), ma anche a un incremento degli stimolo stressogeni e delle fake news (come i continui riferimenti a morti, alle attese dei decreti e delle novità che non erano mai certe).

Che cos’è la paura?
Per capire come gli italiani stanno vivendo questo momento di quarantena, l’Eurodap, Associazione europea per il disturbo da attacchi di panico, ha effettuato un sondaggio:
• Il 68% sta vivendo molto male la possibilità di uscire di casa solo per valide ragioni;
• Nel 78% dei casi il sentimento dominante è l’ansia e il senso di oppressione;
• Il 61% ha timore che la quarantena venga protratta senza un termine definito;
• Solo il 23% ha deciso di dedicare il tempo alla crescita personale.

Strategie di risoluzione degli stati di paura
I genitori hanno vissuto i mesi di quarantena dovendo gestire i figli, la scuola a distanza e il loro lavoro. La casa è diventata un luogo affollato, che ha messo a dura prova le regole della più civile convivenza. Ora è necessario rimediare.
Gli spazi devono essere ridisegnati, ricondivisi e coniugati. Come insegna il Feng Shui, l’armonia della casa porta a un benessere mentale.
Ecco tre consigli:

  1. Fermatevi. Sedetevi a tavolino e ripensate tutti insieme alla vostra casa. Fate un disegno degli spazi e assegnate il loro uso (personale, comune, specifico, di relax…).
  2. Fermatevi. Avete imparato che il tempo è importante. Non dimenticatelo. Definite il tempo per il lavoro, per la casa e per i vostri figli (non sovrapponeteli però!).
  3. La paura vi invade ancora. Fermatevi, respirate per 5 minuti ogni giorno davanti ad una finestra aperta, pensate a un’immagine naturale che vi fa battere il cuore, chiudete gli occhi e respirate. Contate fino a 5 inspirando e poi di nuovo fino a 5 espirando. Fatelo ogni giorno.

I ragazzi non hanno avuto difficoltà a gestire la tecnologia, ma sono emersi altri problemi. Prima fra tutte le ore di esposizione allo schermo e poi la perdita del contatto con i propri amici, compagni di classe e con le maestre per i più piccoli.
I consigli per i ragazzi sono:

  1. Vivete. Date spazio alle vostre emozioni e parlatene con almeno un genitore o un amico.
  2. Vivete. Usate il tempo per costruire il vostro futuro. Fate dei progetti, alimentate la voglia di realizzare i vostri sogni.
  3. Se avete paura di uscire, fate un passo alla volta. Vivete le preoccupazioni e poi cercate una soluzione, chiedete aiuto e siate coraggiosi. Scrivete, disegnate o cantate le vostre paure, devono uscire fuori di voi per diventare più piccole e più gestibili.

Molti adulti e ragazzi hanno trovato anche in questo tempo, lo spazio per aumentare delle proprie skills, competenze, abilità. È la riprova che la nostra mente sa come adattarsi a una crisi.
Nella cultura orientale cinese la parola crisi può essere tradotta come “momento cruciale” ovvero quando “inizia o cambia qualcosa”.
Viviamo per essere felici. Ricordo con forza!