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Roberta Vinci al Festival dello sport: “Il successo su Serena Williams un miracolo. Non mi salutò per un pò”

03 Ottobre 2026 · 13:26
Roberta Vinci Festival dello Sport

Un’impresa indimenticabile, tra le più grandi del tennis azzurro. L’immagine di Roberta Vinci che, dopo l’ennesima grande prodezza, si rivolge al pubblico dell’Arthur Ashe con la celebre “Anche per me, ca**o”, è l’istantanea più rappresentativa di una carriera straordinaria, il cui apice è quella vittoria su Serena Williams nella semifinale degli US Open 2015 che mise fine ai sogni di Career Grand Slam della leggenda americana.

L’ex tennista pugliese ha rivissuto quel trionfo al Festival dello Sport di Trento. “Quel giorno è stato un miracolo. Dopo il primo set perso 6-2 ho pensato a godermela. Avevo visto che era nervosa. Allora ho giocato libera ed è andata bene”.

Roberta Vinci si racconta a Trento

Vinci ha rivelato che Serena non smaltì la delusione per un po’. “L’ho rincontrata qualche mese dopo a Melbourne. Non volevo salutarla per timore, tenevo gli occhi bassi. Quando lei passa, mi fulmina con gli occhi. Ho capito che non le era ancora passata”.

La finale persa con l’amica Flavia Pennetta: “In finale non ero appagata. È stato difficile affrontare un’amica con cui ero cresciuta. Se avessi potuto scegliere avrei preferito la Halep. Emotivamente era una partita difficile emotivamente per entrambe. Ci siamo prese un caffè insieme 10 minuti prima del match. Borg ci prese per pazze. A fine partita mi abbracciò e mi disse che era la sua ultima partita”.

L’inizio carriera, lontana da casa, allenandosi a Roma, non è stato facile. “Chiamare a casa era una tragedia. Lo facevo per sentire la voce di mia mamma. Mi mettevo a piangere e chiudevo. Ho resistito perché non volevo dare un dispiacere a mio padre. Sono andata via molto presto. Non sono stati anni semplici. Passione e voglia sono stati fondamentali, sono stata brava mentalmente”.

L’ex numero sette Wta ha infine ricordato i trionfi in Fed Cup con una squadra memorabile, parlando inoltre dell’attuale nazionale guidata da Jasmine Paolini. “Più che una squadra eravamo una famiglia. La squadra di oggi? Vincere due Billie Jean King Cup di fila non è per niente facile. Il terzo titolo sarebbe stato bello ma le ragazze sono arrivate con qualche acciacco. Nulla toglie al valore del gruppo. Paolini è riuscita a mantenere una costanza altissima per tanto tempo, sfruttando le sue capacità. Nessuno se lo sarebbe aspettato”. 

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