GirodiPiù – Welcome in Verona

Parafrasando Shakespeare c’era tutto il mondo ieri dentro le mura di Verona, dato che la conclusione del Giro ha richiamato in città folle di appassionati non solo italiani ma di ogni nazionalità. Tra tutti si sono fatti notare senz’altro per la massiccia e rumorosa presenza i tifosi ecuadoriani, venuti a celebrare il loro eroe Richard Carapaz. Sua meritatamente la maglia rosa conclusiva ed il trofeo “Senza Fine”, mentre per le altre classifiche vittoria della maglia azzurra di miglior scalatore per l’ottimo Giulio Ciccone – sentiremo parlare di lui in futuro – e maglia ciclamino della classifica a punti appannaggio del tedesco Pascal Ackermann. La gara a cronometro scaligera sul percorso dei Mondiali 2004 è stata comunque appassionante, con la sorprendente prova dello statunitense Chad Haga della Sunweb che ha battuto per 4 secondi il recordman dell’ora Campenaerts. Sulle Torricelle si è mosso anche il podio, con le prime 2 posizioni rimaste immutate – pur col secondo classificato Nibali che ha recuperato 50 secondi – mentre la terza piazza alla fine è andata a Primoz Roglic. Lo sloveno non aveva la gamba delle prime due settimane (ha chiuso decimo la crono), ma è riuscito comunque a recuperare il piccolo svantaggio che aveva su Mikel Landa, finito quarto per soli 8 secondi. Si chiude così la 102esima edizione del Giro d’Italia: partito in sordina con una serie di tappe che poco avevano lasciato allo spettacolo, si è via via animato fino agli appassionanti capitoli conclusivi sulle montagne. Dando uno sguardo alla prossima edizione del 2020 grande novità per la carovana rosa sarà la partenza nientemeno che dall’Ungheria, invece per gli appassionati di ciclismo si profila già all’orizzonte la partenza del Tour de France.

Fabrizio Sambugar
Foto: Richard Carapaz festeggia la conquista del 102esimo Giro d’Italia (credit Simone Pizzini)