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Il Verona vince con i cambi: il 4-4-2 di Baroni regge, il gol lo trova la panchina

28 Ottobre 2026 · 22:54

Il Verona torna a vincere e lo fa nella serata in cui meno se lo meritava per gioco. Baroni aveva parlato di un «acuto» che mancava, e l’acuto è arrivato all’87′ al Menti, firmato da Harroui, uno che a inizio gara guardava la partita dalla panchina.

Il tecnico ha ridisegnato la squadra con due punte vere, Mulattieri ed Ekuban, con Sezonienko e Livramento larghi e Iannoni e Bernede in mezzo. Il risultato è stato un Verona più corto e ordinato, ma ancora poco fluido. Le occasioni sono nate quasi tutte da palla ferma, con Edmundsson e Slotsager vicini al gol sugli angoli. Quando c’era da costruire, invece, la squadra ha faticato. La Juve Stabia ha lasciato la palla, ha atteso e ha pensato soprattutto a ripartire. Una mischia in area ha obbligato Perilli a salvare, e una deviazione di Edmundsson ha sfiorato l’autogol. Il Verona aveva più possesso del gioco, ma le parate più importanti le ha fatte Perilli.

L’assetto va letto anche alla luce dell’infermeria. Con undici assenti, il centrocampo svuotato dalla squalifica di Lella e dagli stop di Suslov e De Battisti, e Bernede appena rientrato, Baroni aveva poche alternative. La scelta di tenere in panchina Harroui e Sarr, che alla vigilia le indicazioni davano titolari, ha però dato un senso alla serata. Nella ripresa la Juve Stabia ha preso l’iniziativa e il Verona ha provato a rispondere con il tiro da fuori di Iannoni, finito a lato, e con la conclusione di Ekuban respinta da Vukovic. Poi sono arrivati i cambi. Dentro Sarr e Mosquera, poi Le Borgne e Harroui, e il gol è arrivato sei minuti dopo l’ingresso di quest’ultimo. Sarr ha lanciato la ripartenza, Harroui ha battuto Vukovic con un tocco morbido, e il pallone è entrato dopo aver sfiorato il palo.

Otto minuti prima, a campi invertiti, la Juve Stabia aveva avuto un contropiede in superiorità e Patanè aveva tirato fuori invece di servire i compagni. Stessa situazione, esito opposto. La differenza tra una squadra che subisce l’episodio e una che lo sfrutta sta tutta lì. Per De Giorgio resta un’altra sconfitta in una serata in cui la sua squadra, con i quattro punti di penalizzazione, non ha demeritato.

Per Baroni sono tre punti che servono come l’aria. Nelle ultime tre gare erano arrivati solo due punti, con la sconfitta di Modena e i pareggi con Catanzaro e Pisa, e l’ultima vittoria risaliva al 20 settembre, nel derby con il Vicenza. Restano però i dubbi: un solo gol in novanta minuti e poche azioni costruite davvero dal basso. Sarr ha avuto anche il raddoppio nel recupero, ma Vukovic ha chiuso la porta. Il Verona esce da Castellammare con 12 punti e con la certezza che a questo gruppo il cambio di modulo serve a non perdere, non ancora a dominare.

FOTO: HELLASVERONA.IT

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