Investitore, gestore e giocatore: i diversi ruoli nella crescita del Padel

Con l’avvento della stagione estiva, diviene ulteriormente protagonista uno degli sport attualmente più in voga in ambito nazionale ed internazionale: il Padel. Il nome deriva dallo spagnolo pádel, adattamento dell’inglese padel (pagaia) per indicare le particolari racchette di legno che in origine venivano utilizzate per giocare. Nato come gioco negli anni settanta in Messico è rimasto elitario sino all’inizio degli anni ’ottanta quando iniziò a divenire un vero e proprio sport ed a diffondersi in vari paesi: dall’Argentina alla Spagna alla Francia, agli Usa, al Brasile.In Italia la Federazione Italiana Gioco Padel (F.I.G.P.) nacque nel Febbraio del 1991, costituita da alcuni amatori con lo scopo di promuovere lo sport nel nostro Paese ed ora il Padel fa parte della F.I.T. (Federazione Italiana Tennis). 

Giocare a Padel. La diffusione esponenziale e repentina di questa disciplina è una delle più significative in ambito sportivo negli anni recenti ed è determinata da diversi fattori. Innanzitutto, per i giocatori il Padel è uno sport con relativa semplicità di apprendimento per sue le regole e che non richiede, salvo per chi intenda praticarlo in ambito agonistico, particolari doti o caratteristiche atletiche, rendendolo dunque accessibile a chiunque ed in ampie fascia d’età; ciò permette al giocatore di sentirsi da subito protagonista, qualunque sia il proprio livello di allenamento e livello tecnico.
Il Padel è uno sport di condivisione e socialità: difatti il numero minimo di giocatori previsti è quattro, e ciò permette di dare origine già a livello amatoriale ad una sana competizione sportiva fra i partecipanti; inoltre ha un impatto economico complessivamente accessibile considerata l’attrezzatura tecnica richiesta (abbigliamento, una racchetta e le palline) ed il costo del campo di gioco da suddividersi tra i partecipanti.
Il singolo giocatore che decide di intraprendere questo sport può anche affiliarsi alla F.I.T. (Federazione Italiana Tennis) che ne consente il tesseramento online. Grazie a questa innovazione digitale, in vigore dal 2019, la procedura è divenuta semplicissima, anche per i meno esperti: l’evoluzione si è resa necessaria soprattutto dopo l’entrata in vigore del Regolamento UE sulla protezione dei Dati (679/2016), che ha obbligato le varie Federazioni sportive a conformarsi all’iter riguardante il trattamento dei dati personali. Il primo consenso, infatti, che l’utente si troverà a sottoscrivere ed accettare nella procedura di tesseramento online è proprio quello che riguarda l’accettazione obbligatoria dell’utilizzo dei dati personali secondo la normativa di riferimento. Il sito ufficiale della FIT mette a disposizione un’apposita sezione, ove è possibile scegliere fra tesseramento per atleti agonisti, non agonisti o soci; una volta espletata la procedura, ad ulteriore tutela del tesserato, verrà recapitato un codice di verifica via email – ciò al fine di identificarlo e tutelarlo al meglio – che completerà il processo.
Considerando l’enorme diffusione di praticanti di questo sport, a tutti i livelli, ogni giocatore è opportuno che, a propria tutela, valuti la stipula di una polizza infortuni in quanto risultano sempre più frequenti e possono comportare anche ripercussioni sulle proprie attività lavorative, comportando in alcuni casi anche assenze prolungate. Per i medesimi fini preventivi, è altresì opportuno selezionare impianti sportivi adeguati e che rispettino le normative vigenti in materia di sicurezza.

(leggi articolo completo su SdP n.72/2022 – pag. 42)