La paura del limite e il potere di un sorriso

In questi mesi di limiti imposti, diventa fondamentale trovare un equilibrio tra il disagio del lockdown, le incertezze del futuro e un presente fatto di responsabilità. La paura del contagio, il lento riaprirsi verso una nuova normalità e le informazioni discordanti e spesso “chiassose” del web mediatico, hanno lasciato in molte persone un senso di rigidità e insofferenza.
È importante riportare ordine e liberare corpo e mente dalle “catene” che, in alcune persone, la pandemia ha messo con forza.

1 metro di distanza
Il contatto è una parte importante della vita sociale e relazionale. Eppure oggi è limitato o addirittura vietato (in primis nella scuola), con conseguenze dannose sulla collettività e sull’equilibrio psicologico delle persone.
La lontananza fisica ha fatto aumentare i casi di “aggressività”, depressione, senso di abbandono, paura. In molte occasioni anche separazioni, sia familiari che lavorative. È comparsa la dicitura “1 metro di distanza”, inizialmente legata solo alla sferra fisica di prevenzione. Non è però stata considerata l’influenza psicologica del distanziamento.
In questo periodo di ripresa e di riconquista, emerge quanto sia necessario riportare un nuovo centro nei rapporti.
Per ritrovare nuove energie dobbiamo imparare a tendere la mano verso chi ci può aiutare. Scopriremo che, come in un dialogo, anche noi saremmo linfa vitale per l’altra persona.
Bisogna parlare. Narrare ad altri la propria storia per condividere, e saper ascoltare i racconti gli altri.

Il potere di un sorriso
Il famoso clown dottore Patch Adams ha detto: “L’humour è l’antidoto per tutti i mali. Credo che il divertimento sia importante quanto l’amore. Alla fin fine, quando si chiede alla gente che cosa piaccia loro della vita, quello che conta è il divertimento che provano, che si tratti di corse di automobili, di ballare, di giardinaggio, di golf, di scrivere libri. La vita è un tale miracolo ed è così bello essere vivi che mi chiedo perché qualcuno possa sprecare un solo minuto! Il riso è la medicina migliore.
Riconquistiamo il sorriso attraverso la condivisione sociale: anche alla distanza di 1 metro si può condividere una storia, un tramonto, una risata allegra e spensierata. A 1 metro si possono creare legami con nuove persone, far emergere nuove opportunità di lavoro e di studio, conoscere meglio un “conoscente” per farlo diventare un amico. A 1 metro di distanza si può “abbracciare” l’altro con un ascolto attivo, si possono rivedere gli occhi emozionati di una persona e anche ridere o piangere.

Per i genitori, gli insegnanti e i ragazzi, ecco alcuni piccoli consigli:
• fate scrivere ai ragazzi le emozioni e le storie che vivono;
• fate comprendere le regole e le responsabilità, condividendole e parlandone insieme per evitare il senso di impotenza;
• fate fare attività di gruppo per riprendere la fiducia nell’altro;
• fate gruppo tra insegnanti per promuovere il sostegno reciproco;
• rinnovate la didattica introducendo motivi per coinvolgere i ragazzi e farli sorridere.

Patch Adams scriveva: “Sono stato un clown di strada per trent’anni e ho tentato di rendere la mia vita stessa una vita buffa. Non nel senso in cui si usa oggi questa parola, ma nel senso originario. “Buffo” significava buono, felice, benedetto, fortunato, gentile e portatore di gioia. Indossare un naso di gomma ovunque io vada ha cambiato la mia vita“.
Possiamo essere felici anche con indosso una mascherina!