Perché la dipendenza da smartphone è un rischio

È facile banalizzare il concetto di dipendenza. Chi di noi non ha mai fatto una battuta su quanto siamo dipendenti da programmi TV, cibo spazzatura, caffè e una miriade di altri prodotti. Ma, mentre la dipendenza dal punto di vista medico non avviene realmente al di fuori dei narcotici, la dipendenza in senso psicologico può accadere con qualsiasi cosa e con chiunque. E gli adolescenti, in particolare, possono essere vulnerabili alla dipendenza da smartphone. Ma perché? E come possiamo interrompere il ciclo?

Cosa si intende per dipendenza da smartphone?
Ancora una volta, dobbiamo qualificare il termine “dipendenza”. Se portiamo via uno smartphone ad un adolescente, ovviamente non saremo costretti a passare attraverso un ritiro medico in stile hollywoodiano. La dipendenza di cui stiamo parlando è più simile al fenomeno chiamato skinner box.
Conosciamo tutti gli esperimenti di B.F. Skinner. Si, anche se non l’hai mai sentito nominare, lo conosci: è lo psicologo che ha insegnato ai ratti a suonare un campanello e ottenere una ricompensa, una pallina. Quello che la gente spesso dimentica è che Skinner ha scoperto una cosa più importante: se il topo riceveva una pallina ogni volta che suonava la campanella, alla fine perdeva interesse. Ma ricevendo la pallina in modo casuale, il topo cominciava a martellare la campana fino a quando non la otteneva. Era il potenziale per la ricompensa, non la ricompensa in sé, che teneva il ratto “agganciato”.
Molte applicazioni per smartphone, come le app di messaggistica e le app di social media e dei giochi legati o meno ad essi, operano, a volte intenzionalmente, sugli stessi principi. Offrono una dose di conferme, di attenzione o di successo, ma non sempre, quindi ci si ritrova a controllare, ancora e ancora. È un modello facile da inserire, in parte perché i nostri telefoni la rendono una cosa molto semplice. Gli adolescenti sono particolarmente sensibili a questo meccanismo, perché non ancora l’esperienza necessaria per capire che vengono manipolati e il loro cervello, in particolare, con il concetto del rischio e della ricompensa, sta ancora crescendo e cambiando. Se l’abitudine si forma presto, può diventare un problema molto più difficile da risolvere.

Come possiamo prevenire la dipendenza da smartphone?
La buona notizia è che la dipendenza da smartphone si può prevenire. 
Come? Usando un approccio “a tre punte”.
La prima sono le app per il controllo parentale. Queste app ti permettono di limitare quanto tempo il tuo ragazzo spende sul telefono, controllare quali app vengono scaricate e utilizzate e quando, e ti permettono di bloccare la reinstallazione delle app che hai deciso che i tuoi ragazzi devono cancellare.
La seconda è l’educazione. Gli adolescenti vengono “agganciati” in parte perché non capiscono come funziona questo ciclo di feedback. Una volta capito, diventa molto più facile scrollarselo di dosso. Quindi, parliamo con loro di queste app, delle loro motivazioni e di come devono avvicinarsi a loro come prodotti, senza ignorare cosa possono provocare a loro e ai loro amici.

Infine, la comunicazione. Dobbiamo parlare con i nostri figli di come stanno usando i loro telefoni, su preoccupazioni che potrebbero avere riguardo a cose che hanno trovato su internet, problemi che potrebbero avere con amici o prepotenti online e qualsiasi altro dubbio che potrebbero avere mentre sono online. Potrebbero non voler chiedere aiuto direttamente: lasciare la porta aperta per qualsiasi tipo di supporto, spesso può essere uno strumento potente.

In conclusione, vi consigliamo la visione di questi due video, molto semplici ma che fanno senz’altro riflettere. Il primo vede l’intervento ad un TEDX della Dr.ssa Barbara Jennings che parla di relazione tra smartphone e dopamina:

Il secondo, forse vi sarà già capitato di vederlo, è quello del bambino ucraino dipendente da internet: indubbiamente un caso eccezionale, non di certo la norma, ma comunque permette di capire fino a che punto un bambino senza controllo può diventare dipendente: