Roberto Mancini centra un altro record in attesa della sua personalissima ‘Rivincita Azzurra’

Inizia con una vittoria il cammino della Nazionale italiana verso i mondiali che si giocheranno in Qatar l’anno prossimo.
I ragazzi allenati da Roberto Mancini hanno battuto per 2-0 l’Irlanda del Nord. Con il successo di ieri sera mister Mancini è uno dei soli tre allenatori ad essere rimasto imbattuto in tutte le sue prime 15 gare casalinghe (9 vinte e 6 pareggi) nella storia della Nazionale italiana, insieme a Enzo Bearzot e Marcello Lippi. Questo traguardo è stato raggiunto dall’attuale Ct nella serata che ha portato a 23 la striscia di partite consecutive dell’Italia senza sconfitte (18 vittorie e 5 pari), subendo un solo gol nelle ultime 8 uscite.

Per celebrare questo ennesimo record a tinte azzurre, pubblichiamo di seguito alcuni passaggi dell’intervista realizzata da Giorgio Vincenzi al Ct Azzurro e pubblicata su SportdiPiù magazine 67, in distribuzione in questi giorni.
Una chiacchierata con tra presente, passato e futuro che vede il Mancio porsi unico grande unico grande obiettivo ovvero centrare una sua personale Rivincita Azzurra.

Mister Mancini, la ‘sua’ Italia ha riportato l’entusiasmo verso la maglia Azzurra: com’è iniziato questo progetto?
«Quando ho scelto di accettare il ruolo di CT ho fatto una scelta d’amore e di cuore, perché quando c’è la possibilità di allenare la squadra della tua Nazione tutte le altre cose passano in secondo piano. L’eliminazione dai Mondiali di Russia sembrava una strada senza ritorno, ma avevo la consapevolezza che il nostro patrimonio calcistico garantiva le premesse necessarie per riconquistare posizioni di rilievo nel calcio internazionale. Per dare corso alle nostre ambizioni, c’era però la necessità di proporre qualcosa di nuovo sul piano tecnico. Ho pensato che dovessimo ripartire su basi nuove, puntando su giocatori tecnici per privilegiare il gioco e lo spettacolo. Con il gruppo poi ho trovato subito una buona intesa, i ragazzi mi seguono, c’è entusiasmo per il lavoro che propongo».

Tanti giovani messi in campo e una predisposizione a imporre un gioco offensivo: è questo il segreto del successo?
«Per me l’età non conta, contano tecnica e personalità. Sapevo che c’erano giocatori bravi, bastava andarli a cercare: abbiamo sempre sfornato talenti e sapevo che li avrei trovati. La mia storia personale e la mia esperienza da allenatore nei club mi hanno aiutato: a Bologna ho esordito a sedici anni e mezzo, grazie al fatto che trovai persone che mi diedero fiducia e io sono sempre stato pronto a fare lo stesso. Bisogna dare spazio ai giovani bravi, farli giocare e lasciarli anche sbagliare. E poi se vuoi proporre un calcio coraggioso, vibrante, divertente, hai bisogno del coraggio, delle energie e dell’entusiasmo dei giovani di qualità, con qualche campione più esperto a fare da tutor sul campo per accrescere il grado di mentalità, di esperienza, per consolidare il senso di appartenenza al gruppo e trasmettere i valori degli Azzurri. Penso anche che valorizzare i giovani è un compito importante della Nazionale a favore del movimento calcistico italiano. Mi auguro che i club tornino a puntare sui giovani italiani e di vederne tanti bravi in campo».

Il 2021 sarà un anno pieno d’impegni importanti per l’Italia: le qualificazioni per i mondiali affrontando Irlanda del Nord, Bulgaria, Lituania e Svizzera; a giugno il campionato europeo; a ottobre la Uefa Nations League contro la Spagna. Dopo i tanti risultati postivi della sua gestione, tra i tifosi ci sono grandi aspettative, specie per l’Europeo che a noi manca dal 1968…
«È legittimo sognare e far sognare se hai una squadra alla quale direi che non mancano le premesse necessarie per avere successo. Il percorso che abbiamo fatto nelle qualificazioni Europee e in Nations League è stato netto ed entusiasmante sotto tutti i profili: attitudine, gruppo, gioco e risultati. Rimane ancora molto da fare e il tempo che ci separa dall’esordio contro la Turchia sarà fondamentale per acquisire ulteriore esperienza e perfezionare alcuni aspetti tattici. Avremo l’opportunità di giocare le prime tre gare in casa, mi auguro davanti ai nostri tifosi, ma le nostre avversarie non verranno di certo per fare una comparsata. In ogni caso è sicuro che proveremo a vincere l’Europeo. E poi giocheremo le Finali di Nations League a ottobre in casa: con la Spagna sarà una bella sfida, siamo molto simili, mentre Francia e Belgio sono un po’ più avanti di noi, hanno iniziato prima un percorso che li ha portati a risultati importanti. Ma possiamo batterli: non faremo calcoli: proveremo a vincere ogni partita».

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