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Setti, doppio ex del Martelli: tifa pareggio, ma per lui non sarà 0-0

04 Novembre 2026 · 11:24

Maurizio Setti arriva a Mantova-Hellas Verona con un tifo diviso a metà. Alla Gazzetta di Mantova il doppio ex ha raccontato di sentire la partita come «il mio derby», perché in entrambe le città ha lasciato un pezzo di cuore. Per questo, dice, tiferà per il pareggio.

Il pronostico è quello di una gara tirata ed equilibrata, che secondo lui non finirà 0-0. Setti vede un Verona con una rosa lunga e di qualità, penalizzata da qualche infortunio di troppo, ma tornato più sicuro nelle ultime uscite. Al Martelli, sabato 7 novembre, i gialloblù si presenteranno in ripresa. Il Mantova, però, ha un’identità chiara e occupa la sua posizione in classifica con merito. Setti lo immagina ai playoff, con la serie A come sogno da giocarsi fino in fondo.

Tra i due allenatori conosce bene Modesto. Lo aveva incontrato sei anni fa per portarlo a Mantova, ma non se ne fece nulla. Oggi lo trova maturato dalle esperienze fatte, con un calcio che rende. Tra i biancorossi indica Bragantini, un giocatore che chiama “suo”, di grande talento e con margini di crescita, e il centravanti Gliozzi. Il segreto del Mantova, a suo giudizio, è il gruppo: tutti corrono, si aiutano e danno l’anima, e quando l’ambiente è questo i risultati arrivano.

Sul divieto di trasferta per i tifosi del Verona, Setti è dispiaciuto per lo stadio che non sarà pieno. Il problema, spiega, non riguarda solo Mantova e Verona ma tutto il calcio italiano: pesa sui conti dei club e dimezza lo spettacolo. Servirebbe un salto culturale come quello inglese, perché allo stadio si va a fare il tifo. La linea attuale, aggiunge, è togliere il problema alla radice e liberare le forze dell’ordine per altri compiti, ma a rimetterci è la grande maggioranza dei tifosi.

Chiude con Filippo Piccoli, presidente del Mantova. Setti si dice orgoglioso di averlo portato in città e lo definisce un investimento importante: appassionato, cresciuto anche sul piano tecnico, autore di una ristrutturazione profonda della società. Secondo Setti i mantovani dovrebbero tenerselo stretto. Se Piccoli applica in parte la filosofia che lui usava a Verona, cioè puntare sui giovani e valorizzarli, ne è contento. Trova giusto che Piccoli tenga per il Mantova senza rinnegare le origini veronesi e l’affetto per i colori gialloblù.

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