Sexting e revenge porn: cosa sono e come arginarli?

Durante gli incontri di GenitorinRete faccio spesso un test: chiedo quanti tra i genitori presenti sanno che cos’è il sexting. Con dispiacere riscontro che quasi mai nessuno alza la mano.
Vediamo quindi di fare chiarezza: il sexting è la pratica che consiste nello scambiarsi foto, video, vocali o messaggi di testo a sfondo intimo o sessuale.
Le nuove tecnologie lo agevolano notevolmente: le app di messaggistica (in primis WhatsApp) e i social network permettono di scattare foto e girare video per condividerli con una persona, un gruppo o addirittura in rete, con sconosciuti.
Da essere i protagonisti di un gioco a diventarne vittima, il passo è breve. Lo scatto si ritrova “fisicamente” nello smartphone di altre persone. È facile che l’illusione della riservatezza finisca presto: ecco che la foto, o il video, inizia a girare in rete fino a diventare virale, in poche ore, o giorni.

Sexting: può alimentare il revenge porn
Chi viene ritratto in queste foto o video può diventare oggetto di cyberbullismo, o peggio ancora, di revenge porn.
Si parla di revenge porn, o “vendetta porno”, quando il materiale compromettente viene usato per vendetta o a scopo ricattatorio. Amori o amicizie finite fanno scattare il desiderio di vendicarsi, ed ecco che i contenuti hard si trasformano in un’arma di ricatto. Ricordiamo che i minori di 18 anni ritratti in pose sessualmente esplicite rappresentano materiale pedopornografico che, se distribuito, costituisce un reato. Se un genitore dovesse scoprire che il figlio ha ricevuto materiale “sessualmente esplicito” è importante capire come lo abbia avuto, assicurarsi che non lo abbia diffuso a sua volta, e comunicargli quali rischi stia correndo. È essenziale per permettergli di acquisire una consapevolezza che può trasmettere anche ai suoi amici.
Cos’altro possiamo fare? Parlarne con i genitori degli altri minori coinvolti, oppure rivolgersi al referente per il cyberbullismo presente a scuola (figura obbligatoria prevista dalla legge 71/2017).
Un valido supporto può venire anche da Telefono Azzurro, chiamando il numero 1.96.96, oppure contattando la Polizia Postale.

Vittime di sexting o revenge porn: cosa succede ai nostri figli?
Una recente ricerca di Skuola.net, effettuata su 6.500 giovani tra i 13 e i 18 anni, ha evidenziato che il sexting verrebbe praticato dal 24% degli intervistati.
Ma il dato più inquietante è che il 15% di questi ha visto circolare in rete le proprie immagini intime. In quasi la metà dei casi la motivazione è stata indicata dagli artefici come uno “scherzo”.
Come avranno reagito le vittime di questo “scherzo”? Solo il 16% ha chiesto aiuto in famiglia, mentre più della metà hanno cercato di fare finta di niente. La ricerca evidenzia inoltre che il 12% degli intervistati è stato minacciato, per ricatto o per vendetta.
È facile capire quanto un fatto simile possa rovinare la vita di una ragazzina: segnata da un marchio indelebile. Ecco perché, di recente, la Camera ha approvato la legge che istituisce il reato di revenge porn. La pena prevede da 1 a 6 anni di reclusione, e una multa da 5 a 15mila euro per
chi invia, consegna, cede, pubblica o diffonde foto o video intimi, senza il consenso dell’interessato e/o per danneggiarlo.
Questo sarà sufficiente? Possiamo stare tranquilli?

Comprendere e dialogare: è questo il vero controllo
Noi di GenitorinRete sosteniamo da sempre l’importanza fondamentale di costruire un dialogo tra genitori e figli, senza paura di affrontare anche tematiche come queste. Non possiamo far sparire la tecnologia dalle loro vite, ma possiamo insegnar loro a usarla consapevolmente.
In una scuola della provincia di Verona, una mamma è riuscita ad aiutare la figlia, alla quale un ragazzo aveva chiesto delle foto intime. Un caso di sexting evitato perché quella mamma, due giorni prima, ad un incontro di GenitorinRete è venuta a conoscenza del fenomeno. Ecco perché è importante parlarne e perché noi genitori dobbiamo trovare il tempo e il coraggio di affrontare questi argomenti. Vi invitiamo a investire parte del vostro tempo e delle vostre energie, ogni giorno, per dialogare e raccontarvi, assieme ai vostri figli.