Tanti chilometri con IndomiTRI

Dopo aver scoperto di soffrire di Parkinson nel 2020, Stefano Ruaro, imprenditore ed atleta vicentino ha fondato IndomiTRI, un gruppo inclusivo che si prefigge di aiutare attraverso lo sport tutte quelle persone che stanno soffrendo a causa di svariate difficoltà, fisiche soprattutto. Attraverso l’attività di corsa, bicicletta e nuoto, gli “indomiti” potranno tornare a godersi la loro vita, uscendo dal buco nero in cui una malattia fisica è in grado di gettarti.

Com’è cominciato il tuo percorso con il Parkinson che ha dato vita poi ad IndomiTRI?
«IndomiTRI è un progetto nato all’interno di Delta 4 Sport, la squadra di Triathlon dell’Alto vicentino ed ha come scopo quello di aiutare con lo sport tutte quelle persone che in questo momento della loro vita, per i più svariati motivi stanno “raschiando il fondo del barile”. Anche io mi sono trovato a grattare quel fondo e so bene cosa si prova. Vivo a Schio, sono un imprenditore, padre e marito, e sono sempre stato un atleta. Non professionista, ma un atleta. Ora però, sono anche un malato di Parkinson, ma solo da poco riesco a parlarne con serenità. A fine del 2019 ho avvertito sintomi strani che a causa dell’avvento del covid non ho potuto approfondire troppo. Nel corso dei mesi però, ho scoperto di avere il Parkinson e mi son sentito crollare il mondo addosso. La fortuna ha voluto che, anche grazie ad una persona malata di Parkinson come me, sono riuscito a trovare la forza di reagire e ho fondato IndomiTri, ispirandomi alle parole indomiti e triathlon».

Cosa si scatena nella mente di un atleta a cui viene diagnosticata una malattia come la tua?
«Sei arrabbiato. Sei frustrato. Il tuo corpo ti sta come tradendo e oltre a tutto ciò provi anche vergogna, e senti il bisogno di nascondere tutto quello che ti sta succedendo a chiunque ti stia attorno.»…

(leggi intervista completa su SdP n.72/2022 – pag. 96)