Tecnologia ai tempi del Covid: vicini da lontano

Fare di necessità, virtù. In questi tempi strani, in cui l’emergenza coronavirus ci ha imposto di cambiare le nostre abitudini di vita, è un detto popolare che suona come un incoraggiamento.

Nessuno è preparato ad affrontare l’ignoto, ma quando serve cambiare per sopravvivere, è necessario farlo, e farlo in fretta. E ciascuno di noi, come è normale che sia, si trova in difficoltà nell’affrontare un percorso nuovo: non abbiamo davanti una strada sicura, ma ci troviamo a dover avanzare per tentativi. Siamo noi a tracciare quello che poi, forse, diventerà un sentiero da seguire.

Proviamo, sbagliamo e torniamo sui nostri passi, per poi proseguire e raggiungere un luogo che riteniamo più sicuro.

Ora, siamo rinchiusi tutti in casa, agli arresti domiciliari, in clausura. Sentiamo scivolare via la nostra libertà personale. Non possiamo muoverci come vorremmo. Non possiamo vivere come siamo stati abituati a fare da sempre.

È un cambiamento radicale e, in quanto tale, dovrebbe indurci a riflettere. E, forse, a iniziare ad apprezzare quello che davamo per scontato, al punto da non ritenerci in dovere di esserne grati: uscire, incontrare persone, relazionarci con l’altro, parlare con qualcuno, fare shopping in un centro commerciale, bere un caffè con un amico, fare uno sport di squadra.

Pochi giorni e le granitiche certezze si sono sgretolate.

L’isolamento forzato ci induce a trovare delle alternative per risolvere il problema. Rimette in moto il nostro spirito di sopravvivenza, poiché la famosa zona di comfort ora ha assunto i contorni di una gabbia.

In tutto questo la tecnologia, di cui tanto si è parlato in questi nostri articoli, nel bene e nel male, torna utile. Oh, sì. Mostra i muscoli, palesa la sua ragione d’essere e si posiziona al centro della nostra vita.

La tecnologia ci permette di essere vicini, laddove dobbiamo stare lontani, ci permette di dare una mano a chi ne ha bisogno, ci permette spesso anche di lavorare a distanza. Gli strumenti, come chat, videochiamate e applicazioni di condivisione sono utili come non mai. Boccate di ossigeno. Riflessi di uno stile di vita che già ci appare così lontano, assente.

La scuola stessa ha sviluppato le modalità di insegnamento per mezzo della didattica a distanza. Pullulano sul web tutorial e video di ogni tipo, che insegnano a usare gli strumenti di base. Ci sono centinaia di corsi online che ti guidano passo-passo affinché, anche chi era rimasto in sordina a guardare, trovi l’occasione per fare il grande passo, e lasciarsi contagiare dalle risorse “buone” della tecnologia.

In tutto ciò, dunque, cogliamo gli aspetti positivi di chi, in questa situazione di emergenza ha acquisito giocoforza nuove competenze. Ha potuto migliorare il suo know-how digitale e ha saputo quindi fare di necessità, virtù.

Ma nella frenesia dell’emergenza coronavirus, si è visto anche il lato oscuro del web: la facilità con cui le fake-news sbocciano e girano in rete. Da Facebook a WhatsApp, per citare i 2 strumenti social che tutti conosciamo.

Condivisioni schizofreniche da parte di chi, colto dalla paura del contagio, si è lasciato prendere dal panico e ha diffuso notizie fasulle, contribuendo al loro proliferare. Un girone infernale alimentato dall’incertezza, dalla paura e dall’ignoranza, che non ha certo aiutato a fare chiarezza. Anzi, ha alimentato timori e ansie, senza dimenticare che, in realtà, ha esposto molte persone a essere perseguibili penalmente, commettendo un reato senza saperlo.

Noi di GenitorinRete viviamo questa situazione proprio come ognuno di voi. Abbiamo, famigliari, amici e bambini da proteggere. Sappiamo quanto sia difficile distinguere la realtà dalla menzogna in questo turbinio di informazioni che spuntano come funghi velenosi, mentre siamo affamati di notizie.

Da sempre raccomandiamo un uso consapevole della rete. Prima di allarmarvi e condividere le notizie, accertatevi che le fonti siano attendibili e che le informazioni siano veritiere. Non fatevi prendere dall’ansia e non contribuite a crearla. Così come il coronavirus, anche le notizie false muoiono se non c’è condivisione.

Nel mezzo di questa emergenza, che ci unisce tutti, pur allontanandoci fisicamente, l’iniziativa, le scelte e le capacità del singolo diventano importanti per il gruppo, proprio come nello sport.

Le nostre decisioni hanno conseguenze che possono fare del bene o del male agli altri. Non perdiamo tutto quello che abbiamo costruito con fatica come esseri umani, cerchiamo di fare scelte ponderate. Usiamo la tecnologia a nostra disposizione per aiutare e aiutarci. Stiamo vicini a chi vogliamo bene e sfruttiamo questa situazione per trovare la forza di essere migliori e dare un esempio importante ai nostri ragazzi. Possiamo, dobbiamo. Facciamolo insieme.

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