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Tifosi d’Italia, l’Italia s’è desta?

02 Ottobre 2026 · 8:08

(di Giulio Ferrarini)

Da quanto tempo era che non ci si divertiva così guardando una partita della nazionale italiana? Da qualche anno probabilmente. Dal primo mandato di Mancini sulla panchina della nazionale, prima dei soldi arabi, prima del disastroso Europeo targato Spalletti e prima di Zenica quando sulla panchina azzurra sedeva Gattuso.
Un’eternità, se si parla di sport. Ma finalmente, dopo tante sofferenze, a Bursa contro la Turchia, abbiamo rivisto un’Italia con delle idee, che ha tenuto per gran parte della partita il pallino del gioco e con personalità senza prestare il fianco agli avversari. Ci voleva. Soprattutto dopo il disastroso esordio contro il Belgio.

Quindi quale sarà l’Italia che stasera sfiderà la corazzata francese allo Stade de France? Quella brutta e remissiva vista contro i diavoli rossi o quella aggressiva e di qualità vista in Turchia? Probabilmente, come sempre, la realtà sta nel mezzo. 

La squadra non era completamente da buttare dopo la sfida al Belgio, come va pesata anche la vittoria contro Arda Güler e compagni che, al netto delle assenze, sono apparsi veramente sottotono.

Naturalmente anche i singoli potranno fare la differenza: rispetto all’esordio in Nations League, in terra turca il Mancio ha confermato solo tre giocatori: Donnarumma, Tonali (che però è passato da fare la mezzala a fare il play a centrocampo) e Pio Esposito (che in questo momento storico sembra un giocatore insostituibile per gli azzurri).

Sono importanti i giovani, con alcuni esordienti che hanno fatto la differenza. Non ce ne voglia Di Lorenzo che è un campione d’Europa e d’Italia, ma Kayode, rispetto al capitano del Napoli, è stato una vera e propria boccata d’aria fresca. Da tempo immemore non si vedeva un terzino italiano capace di garantire quella spinta e personalità sulla fascia. Prestazione sontuosa coronata anche da un gol.

Ottima la prestazione anche a centrocampo, il duo formato da Tonali e Fagioli ha ricordato a tratti il doppio play Verratti-Jorginho che con la maglia della nazionale guidata proprio dal ct Mancini hanno dato moltissime gioie ai tifosi.

In avanti molto bene Pio, che con le sue sponde di prima ha aiutato e non poco la manovra azzurra, unico attaccante italiano in grado di farlo. Non a caso Kean, ormai riserva a Como, è rimasto seduto per 90 minuti in panchina e Scamacca, entrato nel finale in Turchia, nelle poche azioni in cui gli sono arrivati palloni giocabili è stato sistematicamente eliminato.

Ma ora arriva la Francia che non è né il Belgio né la Turchia.

La nazionale allenata da Zidane guida il girone a punteggio pieno e potrà contare su una rosa di altissimo livello. Gente del calibro di Doué, Dembelè, Olise non perdona gli errori delle difese avversarie come invece hanno fatto in qualche occasione gli avanti turchi.

Mancini dovrebbe confermare in blocco la formazione che ha ben figurato in Turchia (o almeno ce lo auguriamo tutti), dando un po’ di continuità ad una squadra che negli ultimi anni non ne ha avuta per niente. Unica eccezione dovrebbe essere Cambiaghi al posto di Raspadori che ha lasciato il ritiro azzurro a causa di un problema fisico.

Solito 4-3-3 per la Francia di Zidane con il milanista Maignan in porta. Da terzini dovrebbero agire lo juventino Kalulu e l’interista Diouf. I centrali saranno Upamecano e Jacquet. A centrocampo ci sarà Da Cunha, capitano del Como di Fàbregas con Camavinga e Cherki. Davanti il trio formato da Olise, Dembélé e Doué .

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