TransAlp Rando 2022: buona la… zero!

Grande successo per l’edizione ‘zero’ della TransAlp Rando, la Ultra randonnée di 1200 km organizzata dalla ASD Sport Verona svoltasi dall’1 al 6 giugno.  Una pedalata ‘per molti ma non per tutti’ che si è snodata tra Italia, Austria e Slovenia con partenza da Piazza Brà e arrivo a Villa Guarina a Montorio Veronese.
Giorgio Murari e Simonetta Bettio – rispettivamente il braccio e la mentre di ASD Sport Verona – sono stati gli ideatori di questo evento unico nel suo genere nel territorio del nord-est.Massima sicurezza e paesaggi da sogno per i partecipanti che si sono cimentati in una randonnée impegnativa, lungo un percorso armonioso, con salite non eccessivamente prolungate ma che hanno richiesto preparazione fisica e mentale. Una grande festa per il ciclismo dove ha vinto lo spirito di aggregazione, il divertimento e lo stare insieme, prerogative tipiche delle randonnée. 
Main sponsor dell’evento: Just Italia, Banco BPM e Nalini abbigliamento per il ciclismo.
“È andato tutto bene” – spiega Giorgio Musseu Murari – “e questo per noi è il premio per le nostre fatiche. Organizzare una randonnée di oltre 1200 km è tutt’altro che semplice. Sebbene si sia pedalato prevalentemente su piste e strade fuori dal traffico, non si è mai tranquilli al 100%. I 120 iscritti si sono divertiti e sono arrivati quasi tutti al traguardo. Qualcuno infatti ha avuto qualche problema fisico, e ci sta visto il chilometraggio. Qualcuno a dire il vero ha un po’ sottovalutato l’impegno e si è reso conto, strada facendo, che non aveva la preparazione giusta per portare al termine la pedalata”.
Prosegue Murari: “Parlo di pedalata perché questo è l’aggettivo giusto per descrivere la TransAlp Rando: Infatti non ci sono classifiche finali e nemmeno premi per i primi arrivati. Certo, c’è stato un primo arrivato, ma per lui il premio è stato proprio l’essere arrivato prima degli altri. Una soddisfazione strettamente personale, un’emozione maturata dopo una gara contro se stessi. Sarà stata anche una pedalata ma, vi posso assicurare, chi ha partecipato ha fatto molta fatica”.
I ristori lungo i precorsi sono stati punti di riposo ma anche momenti di incontro durante i quali i randonneurs si sono confrontati, consigliati, aiutati e supportati. “La competizione c’è stata, è fuori discussione” – prosegue Giorgio – “ma è stata una sfida personale e non contro gli altri partecipanti. Si sono create nuove amicizie e altre si sono consolidate, a dimostrazione che pedalare può essere un grande strumento di aggregazione, sebbene possa sembrare uno sport individuale. L’arrivo a Villa Guarina, come la partenza da Piazza Bra, saranno le due diapositive che porterò per sempre nel cuore”.
Archiviata l’edizione 2022, e dopo aver staccato la spina per qualche giorno, Giorgio e Simonetta sono già al lavoro per la TransAlp Rando 2023. Ci spiega Murari: “Dobbiamo migliorare alcune cose, come è naturale che sia dopo un’edizione ‘zero’, ma la base di partenza è molto buona. Vedrò se apportare qualche cambio al percorso, magari ‘addolcendolo’ un po’. Anche se, ad essere sinceri, a me piace molto così. Vedremo di inserire qualche sorpresa strada facendo ma anticiparle ora non sarebbe utile. Di certo dovremo migliorare un po’ sulla comunicazione e soprattutto far conoscere la TransAlp Rando all’estero, soprattutto nel Nord Europa, terra di grande tradizione per quanto riguarda il ciclismo. Vedremo di coinvolgere altre realtà del territorio veronese e veneto, perché eventi del genere creano indotto e interesse. Un grazie infine va ai comuni che ci hanno visto transitare sulle loro strade e arrivare nelle loro piazze. Grazie anche agli sponsor e ai sostenitori, vera benzina per la nostra organizzazione. Il grazie più grande però, non me ne vogliano gli altri, lo voglio però fare a tutti i volontari (oltre 100 n.d.r.) che ci hanno aiutato sul percorso e ai ristori: senza di loro non ce l’avremmo mai fatta”.
“Ora mi godo un periodo di pausa” – conclude Murari – “perché fisicamente e mentalmente sono un po’ provato. Dove andrò? Non lo so, devo ancora pensarci. Una cosa però è certa: dove andrò ci arriverò in sella alla mia gravel (bici), un mezzo di trasporto che fa bene al mio fisico, non inquina e mi fa risparmiare. Cosa volere di più?”.