Trattamento dei dati e minori: cosa dice la legge

Quando pensiamo al trattamento dei dati e all’universo internet, di cui fanno parte i social, le chat e le app, non possiamo evitare di chiederci cosa preveda la legge. In particolare, come questa si adoperi per tutelare i minori.

Lo abbiamo chiesto all’avv. Federica De Stefani, esperta in diritto della rete e privacy, autrice di diverse pubblicazioni tra cui Le Regole della Rete e Le Regole della Privacy (Hoepli).

Trattamento dei dati: cosa cambia con il GDPR

Forse, molti genitori non lo sanno, fino a pochi mesi fa, 13 anni era il limite d’età stabilito per l’iscrizione alla maggior parte dei social network. Il 25 maggio 2018 è poi entrato in vigore il GDPR, cioè il nuovo regolamento europeo sulla protezione dei dati personali. Che cosa ha cambiato il GDPR nel legame tra internet e i minori?

“Il GDPR proprio per la diversità di approccio che impone con riferimento ai dati personali prevede delle disposizioni particolari anche per quanto concerne i minori.

Il testo del Regolamento prevede che il consenso rilasciato da un soggetto minorenne sia valido a partire dai 16 anni, con la conseguenza che prima di questo termine è necessario il consenso espresso dai genitori.

Il D.Lgs 101/2018 ha abbassato questo limite di età a 14 anni, per cui il minore che abbia compiuto i 14 anni può validamente rilasciare il proprio consenso per il trattamento dei propri dati.

Per quanto riguarda, invece, i social network il limite di età riguarda la possibilità di utilizzare il social in questione. Ne deriva che prima dei 13 anni non sarebbe consentito utilizzarli.

Questa diversità di età comporta quindi una situazione di questo genere:

  • prima dei 13 anni non è possibile iscriversi e utilizzare alcun social network;
  • tra i 13 e 14 anni il consenso al trattamento dei dati può essere validamente rilasciato solo dai genitori esercenti la potestà genitoriale;
  • al compimento dei 14 anni il minore può rilasciare validamente il consenso al trattamento dei propri dati.”

Trattamento dei dati: perché la modifica dopo la legge sul cyberbullismo

Lo scorso anno è stata approvata un’altra legge importante: stiamo parlando della L.29 maggio 2017 n.71, cioè la cosiddetta legge sul cyberbullismo. Questo provvedimento, tra le altre cose, consente al minore ultraquattordicenne vittima di cyberbullismo di sporgere denuncia autonomamente. Il limite di età previsto in questa legge ha influito sul consenso al trattamento dei dati per i minori previsto nel GDPR?

“Il limite di età dei 14 anni inserito in questa legge è il motivo per il quale il D.lgs 101/2018 ha abbassato l’età per manifestare un valido consenso al trattamento dei dati personali da parte del minore.

Se così non fosse stato, infatti, ci saremmo trovati di fronte ad una situazione aberrante, con la possibilità di segnalare autonomamente i casi di cyberbullismo al compimento dei 14 anni, ma la possibilità di rilasciare il consenso al trattamento dei dati personali solo al compimento dei 16 anni. L’armonizzazione dei due limiti di età è stato un provvedimento indispensabile.”

Trattamento dei dati: cosa devono sapere i 14enni e i genitori

Pensando a internet e al digitale, quali altri diritti e doveri hanno i minori, e in particolare i minori dai 14 ai 18 anni? I 14 anni quindi sono un’età importante, si potrebbe quasi definire “maturità digitale”. Cos’è necessario che sappiano sia i 14enni che i loro genitori?

“Il primo aspetto da sottolineare quando si naviga online, indipendentemente dall’età dell’utente, è la presenza, nel mondo virtuale, di regole che vanno conosciute e rispettate. I diritti e i doveri che spettano agli utenti non sono altro che le due facce di una stessa medaglia, la norma giuridica appunto. Se si considera infatti un precetto normativo questo può essere letto in due diversi modi: uno per così dire “attivo” con la previsione di diritti che spettando all’utente, l’altro, al contrario, “passivo” con la previsione del rispetto di quegli stessi diritti che spettano, però, a soggetti diversi.

Bisogna ricordarsi che ogni azione porta con sé una reazione e pertanto che si risponde delle proprie azioni esattamente come nel mondo reale. Molte volte sento dire “tanto non succede niente” solo perché le persone non hanno notizia delle conseguenze che derivano dalle azioni compiute in Rete. Il fatto che non si sappia non vuol dire che non ci sia stata alcuna presa di posizione.

La Rete, non lo dirò mai abbastanza, altro non è che un enorme contenitore nel quale sono inserite tutte le informazioni e i contenuti che gli utenti decidono di condividere. Internet lo costruiamo noi con le nostre condivisioni. Questo vuol dire che se un contenuto non è stato postato e pubblicato da nessuno in Rete non ci sarà, ma questo non significa che non esista nel mondo reale.”

Trattamento dei dati: la maturità digitale

Ringraziamo l’avv. Federica De Stefani, che ci ha concesso un po’ del suo tempo prezioso, per aiutarci a fare chiarezza. I 14 anni sembrano essere l’inizio di una maturità digitale che porta con sé diritti e doveri di cui dobbiamo essere tutti consapevoli.

Dunque, ricordiamo ai genitori che prima dei 13 anni non è possibile iscriversi e utilizzare alcun social network. Non è una scelta, è una legge!