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Truffa migranti, per Gigi Fresco non luogo a procedere su sette capi. Dissequestrati 12 milioni

06 Novembre 2026 · 22:19

Il giudice Giulia Poi ha dichiarato il non luogo a procedere per Luigi Fresco, patron della Virtus Verona, su sette dei dieci capi d’imputazione, per intervenuta prescrizione. Disposta anche la revoca del sequestro: i 12 milioni di euro bloccati nel 2021 vengono restituiti. Resta in piedi solo l’accusa di autoriciclaggio, legata ai prelievi sistematici di contante dai conti su cui arrivavano i finanziamenti per l’accoglienza dei richiedenti asilo.

L’inchiesta era nata da un esposto sulla rendicontazione di alcuni cappellini della Virtus custoditi in un magazzino. Per la Guardia di Finanza i soldi non servivano solo all’accoglienza, ma anche al calcio: i prelievi, ogni settimana, coincidevano con le partite.

In aula sono stati sentiti i testimoni citati dai legali di Fresco, Alessandro Avanzi e Roberto Canevaro. Il notaio ha confermato che la costituzione della Virtus Verona srl era regolare. I commercialisti hanno spiegato la separazione tra calcio e accoglienza, con due conti distinti, e hanno detto che i contanti servivano a pagare i proprietari delle case e le spese dei richiedenti asilo, tutto documentato alla Prefettura. L’avvocato Enrico Varali ha definito efficiente la gestione della Virtus Vecomp. Udienza rinviata a luglio.

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