Per un quarto d’ora la Carrarese è stata la squadra più propositiva. Topalovic ci prova dal limite dopo due minuti e Perilli manda in angolo, al 14′ Schiavi e Braunoder tirano uno dopo l’altro e il portiere gialloblù para entrambe. In altre serate di questo campionato il Verona avrebbe pagato. Stavolta ha incassato ed è passato.
La partita si è decisa sull’uso delle occasioni. Il primo gol arriva dal tiro di Harroui, deviato da Oliana, su assist di Zappa. Il secondo nasce da un disimpegno sbagliato di Reale: Mosquera prende il pallone e batte Pizzignacco. Il terzo è l’unico con una firma tecnica, il destro dalla distanza di Sarr che tocca il palo ed entra, su suggerimento di Sezonienko. Tre reti in 28 minuti, ognuna con una storia diversa, e la Carrarese a rincorrere.
I numeri raccontano una gara meno a senso unico del punteggio. Il Verona ha avuto il 42% del possesso, 13 tiri contro 16 e 5 corner contro 9. Non ha dominato, ha vinto. Baroni ha schierato un 4-3-3 con Harroui mezzala insieme a Le Borgne e Bernede, Sezonienko e Sarr larghi, Mosquera al centro: una squadra che aspetta l’errore e riparte. Funziona finché l’avversario sbaglia, e stavolta ha sbagliato. Contro rivali più freddi, i dieci minuti iniziali di sofferenza potrebbero costare di più.
Nella ripresa l’Hellas ha gestito. Il poker è mancato per un cross di Livramento che né Mosquera né Sarr hanno sfruttato, mentre Perilli è dovuto uscire bene su Rubino di testa e sul destro a giro di Cissé.
Il valore della serata sta anche nel contesto. A quest’ora, domenica scorsa dopo il pari con il Pisa si parlava di un Verona smarrito. Pochi giorni dopo la squadra ha quattro risultati utili di fila, 15 punti e il quinto posto, in zona playoff. Harroui è al secondo gol consecutivo dopo quello dell’87′ a Castellammare, Sarr arrivava da tre assist in tre partite. Ora c’è il Mantova, con la trasferta vietata ai tifosi veronesi: lì si capirà se questo Verona sa vincere anche quando gli avversari non regalano niente.



