Una vita… tutto sport!

Partita da una realtà parrocchiale di Torino per arrivare alla serie A Verona. Caterina Biasiolo, laterale dell’Audace Calcio a 5, racconta com’è la sua vita da sportiva a 360°, tra obiettivi a breve termine come la permanenza nella massima serie di calcio a 5 femminile, e un futuro che nello sport paralimpico, un mondo del quale Caterina è affascinata e attratta. Un modo speciale di vivere la pratica sportiva, un momento di confronto e di crescita, specialmente per chi si reputa ‘normale’.

Cosa ti ha portato a Verona?
«A Chieri, dove avevamo la squadra, non abbiamo più potuto andare avanti per problemi economici. Era una realtà quasi parrocchiale e di base non c’erano abbastanza fondi, purtroppo. Dopo aver finito gli studi di Scienze Motorie all’Università di Torino però, si è presentata questa bella proposta da parte dell’Audace e da fine agosto 2021 sono qua a Verona».
Com’è arrivata la proposta con l’Audace? Conoscevi già la società?
«In realtà si, conoscevo già la società dato che ci siamo incontrati e ‘scontrati’ per 3 anni nel campionato di Serie A2. Quando mi hanno contattato non ci ho pensato troppo ad accettare. Qui mi trovo molto bene. L’Audace è una società seria, dove le cose vengono fatte con la giusta calma. C’è una grande attenzione ai dettagli e come giocatrice ho avuto modo di notarlo».
Siete una squadra neopromossa composta da ragazze con esperienza in serie A e altre alla loro prima esperienza in questa categoria, un mix ideale…
«Ci sono state delle difficoltà iniziali, ma visto il salto di qualità che esiste tra l’A2 e la Serie A era inevitabile. Tra le due categorie in realtà esiste un gap molto più ampio, il livello è più intenso e sono richieste capacità maggiori. Tolto il contraccolpo iniziale, adesso abbiamo ingranato e gli allenamenti vanno bene. Ci stiamo tutti impegnando molto e speriamo di poter raccogliere presto alcuni dei frutti seminati fino ad ora. Come dicevi tu, la squadra è ben bilanciata. Abbiamo qualche giocatrice che vive la Serie A da tantissimi anni e questo è un grandissimo aiuto per tutte quelle che, come me, si approcciano per la prima volta a questo campionato».

(leggi intervista completa su SdP n.71/2022 – pag. 62)

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