Urban Dancefloor: la ripartenza sa di successo

È senza dubbio una delle scuole di danza più prestigiose e qualificate della provincia di Verona e non solo. Nonostante le difficoltà incontrate durante il periodo di pandemia, la Urban Dancefloor di Povegliano Veronese ha dato la possibilità a tanti giovani veronesi di poter coltivare e scoprire la passione per danza, nelle sue più diverse sfaccettature.
SportdiPiù Magazine ha intervistato Barbara Mariano, titolare della scuola assieme a Mara Carletti, per scoprire i ‘segreti’ del loro successo. Un successo ‘certificato’ anche dal successo ottenuto al programma tv Italia’s Got Talent.

Quali sono le attività della scuola? Quanti tesserati avete?
«Noi siamo principalmente una scuola di danza. Il nostro settore più grande è la street dance ma in realtà abbiamo tante proposte come ad esempio la danza classica, parte aerea, cheerleading, bugi bugi e rock’n’roll modern, che partono dai tre anni in su. Abbiamo un po’ di più di 300 iscritti, e per noi questo è il tredicesimo anno di attività della nostra scuola. Siamo una quindicina di insegnanti che seguono gli iscritti nei percorsi amatoriali o professionale che scelgono di intraprendere».
Com’è stata la ripartenza dopo il Covid?
«Sono stati due anni orribili ma in realtà noi non ci siamo mai fermati. Abbiamo la fortuna di essere in una zona industriale con uno spazio enorme fuori e abbiamo sempre fatto le lezioni fuori all’aperto anche d’inverno. Abbiamo acquistato la cassa acustica e il grosso della street dance, con numeri minori, è andato avanti. Abbiamo fatto un sacco di video lezioni usando le varie piattaforme e quindi non ci siamo mai fermati completamente. Rallentati e costretti a rallentare sì. Abbiamo dovuto ridurre i numeri ma abbiamo cercato di andare avanti e stringere i denti al massimo perché è il nostro lavoro ma allo stesso tempo anche la nostra passione. Volontà e voglia di fare ci hanno permesso di rimanere a galla».
Nelle vostre attività, oltre a coinvolgere i ragazzi, date importanza anche alle famiglie con un coinvolgimento che mette in primo piano anche i genitori?
«Assolutamente. Siamo sempre in contatto con i genitori perché facciamo tantissime cose nell’arco dell’anno. Facciamo rassegne, lo spettacolo di Natale e li portiamo in giro a fare esperienze. In questi anni di pandemia abbiamo imparato a lavorare tanto con i video perché era l’unico mezzo che ci faceva comunicare con l’esterno non potendo fare spettacoli. Lavorando con i video abbiamo creato dei progetti, come ad esempio il progetto più grande che è stato quello dell’anno scorso dove abbiamo creato una miniserie di film, raccontati in danza al Movieland Park in un giorno in cui era chiuso al pubblico e abbiamo girato una serie di video con coreografie che abbiamo studiato in videochiamata e che aveva l’obiettivo di essere riprese e messe sul canale youtube nostro piuttosto che sui nostri social. I genitori erano assolutamente coinvolti: trasferte, autorizzazioni, aiuto nel trasporto del materiale. Abbiamo davvero tanto supporto dalle famiglie».
A febbraio abbiamo potuto ammirare in televisione un gruppo della scuola a Italia’s Got Talent; che riscontro avete avuto e cosa significa per la scuola partecipare a una vetrina così importante?
«Si. Ci hanno chiamato loro l’estate scorsa. Pensavamo fosse uno scherzo (ride) e invece ci hanno visto sui social e hanno notato una coreografia mia e mi hanno proprio chiesto di riproporla portando anche una parte acrobatica. Ho coinvolto anche la nostra insegnante di cheerleading Valentina Savoia che ha curato la sua parte e io la parte di danza e abbiamo messo insieme questo pezzo e l’abbiamo presentato al talent a ottobre. Abbiamo avuto un riscontro pazzesco che non ce lo aspettavamo. A parte aver preso i quattro si della giuria che è la cosa più bella in assoluto perché essendo in onda sulla tv nazionale tutti sentono quello che pensa la giuria e avevamo la preoccupazione che potesse andare bene. È stato un bellissimo trampolino perché non ce l’aspettavamo ma da quella performance lì ci hanno chiamato tantissime agenzie per delle esibizioni e delle collaborazioni. A settembre andremo per un importante azienda internazionale di cui non possiamo fare il nome, a lavorare in una loro convention. È stata per noi una vera e propria riscossa in tutti i sensi».  
A fine maggio avete chiuso la stagione con lo spettacolo al Movieland. Ci racconti com’è andata?
«Abbiamo fatto uno spettacolo dal titolo Never Give Up ovvero mai mollare. Abbiamo deciso di chiamarlo così perché in questi anni è stato il motto che ci siamo dati dal primo giorno di pandemia per stimolare i ragazzi a stare uniti, a non mollate mai e andare avanti con la loro passione. Abbiamo voluto portare in scena non il solito tema che poteva essere tipo Alice nel paese delle meraviglie o la fabbrica di cioccolato o qualsiasi altra cosa, ma qualcosa che parlasse di noi e di questi tre anni. Dei momenti di rabbia che abbiamo avuto, dei momenti di sconforto, dei momenti di gioia, di felicità e li abbiamo raccontati in danza con delle coreografie sia italiane che straniere. È stato un super successo con un sold out e ricevuto un sacco di complimenti. È stato davvero bello dopo tre anni di fermo poter rifare il saggio di fine anno».
Cosa avete in programma per il futuro?
«Per tutto giugno Movieland ci ha chiesto di lavorare da loro. Faremo degli show tutti i weekend di giugno all’interno del parco aperto al pubblico per il loro film festival. Faremo tutti spettacoli a tema di film. Il 15 giugno avremo la replica del nostro spettacolo Never Give Up che lo faremo alle Golosine. A settembre saremo via e poi chissà cosa ci riserveranno i prossimi mesi. La scuola di danza ripartirà a settembre».