(di Giulio Ferrarini)
“Avete le infrastrutture calcistiche fra le peggiori d’Europa. Se non sarete pronti il torneo da voi non si giocherà”. Semplice, chiaro e conciso.
Alla Gazzetta dello Sport Aleksander Ceferin, presidente della Uefa, non ha avuto mezze misure in merito alle condizioni degli stadi italiani in vista degli Europei del 2032 che si dovrebbero (a questo punto usare il condizionale è d’obbligo) disputare in Italia e in Turchia. “Se si va avanti così niente Europei”.
Una debacle che potrebbe essere un’occasione persa per tutto il nostro Paese, ma anche per Verona.
Ad ottobre andranno presentati cinque impianti alla Uefa con progetti di risanamento in allegato. Allo stato attuale delle cose un solo impianto in Italia ha già i requisiti necessari: l’Allianz di Torino. In corsa ci sono poi il nuovo San Siro, il nuovo Franchi, l’Olimpico a Roma, Salerno, Palermo, Cagliari e Napoli.
E Verona? Già perso per strada secondo la Gazzetta. Un’occasione mancata dunque che getta ulteriori ombre su quelli che sono stati tutti i progetti e le buone intenzioni che sono usciti solo sulla carta negli ultimi anni.
E’ noto ormai che il vecchio Bentegodi, costruito negli anni ‘60 del secolo scorso e ristrutturato in occasione delle notti magiche del ‘90, necessiterebbe di un restiling completo.
Poca roba sono i lavori degli ultimi anni che hanno visto un rinnovato impianto di illuminazione e una nuova tribuna stampa. Lo stadio è vecchio. Andrebbe raso al suolo e ricostruito da zero.
L’assenza degli Europei a Verona, dunque, sembra ormai ufficiale e con ciò probabilmente bisogno salutare qualsiasi speranza di un nuovo Bentegodi per quella occasione.
Persa un’opportunità enorme per la città. Una manifestazione del genere infatti porta turisti, visibilità e un indotto economico difficile da ignorare. Basti pensare a quella che è stata una singola giornata di Olimpiadi in Arena. Figuriamoci cosa potrebbe dare una competizione che porterebbe la nostra città al centro d’Europa per più di una singola serata.
Si parla di una manifestazione che per il Paese ospitante può portare un indotto che, secondo i primi calcoli, può sfiorare i 4 miliardi di euro.
Perdere ancora, in questo caso, fuori dal campo potrebbe essere la batosta definitiva per il movimento calcistico italiano, ma anche anche per il sindaco veronese Damiano Tommasi.
Il primo cittadino ha infatti più volte sottolineato la necessità di una nuova infrastruttura per Verona, ma senza un programma preciso e ad un anno dalle elezioni questo potrebbe essere l’elemento di rottura che da tempo cercava il centrodestra che , infatti, potrebbe usare lo stadio come pretesto politico per attaccare l’amministrazione Tommasi.
“Non avete fatto lo stadio e avete perso gli Europei”: vanificando così la narrazione del sindaco che fa, che apre e chiude i cantieri per la città. L’attuale primo cittadino per ora non ha un vero avversario per le prossime amministrative, ma il Bentegodi potrebbe il fattore che spariglia le carte in tavola.


