(di Alberto Cristani)
A soli 21 anni, la tuffatrice veronese Elisa Pizzini ha scritto una pagina storica per i tuffi italiani conquistando il titolo europeo nel sincro dai 3 metri insieme a Chiara Pellacani, portando per la prima volta un oro continentale nella sua Verona.
Dopo gli inizi nella ginnastica artistica fino ai dieci anni, nel 2015 Elisa ha scelto la strada dei tuffi: prima a Bolzano, poi a Verona – la sua città natale – dal 2017 al 2019, quindi tra Bergamo e Milano, costruendo passo dopo passo tecnica e personalità. Nel 2023 è approdata a Roma, al Centro di Preparazione Olimpica “Giulio Onesti”, dove si allena sotto la guida di Benedetta Molaioli per il C.C. Aniene e per le Fiamme Gialle.
Dai momenti di incertezza dello scorso novembre alla vetta europea, Elisa ha trasformato dubbi e fatica in consapevolezza e orgoglio. In questa intervista ci racconta emozioni, retroscena della gara, il legame speciale con la compagna, e come questo successo rappresenti non un traguardo, ma un nuovo punto di partenza.
Elisa, sei salita sul trampolino per qualcosa di importante… ma pensavi davvero di poter arrivare all’oro?
Il pensiero l’ho fatto, con Chiara (Pellacani n.d.r.) di fianco e dopo essersi allenate bene il nostro obiettivo era quello. Però tra pensarlo e riuscirci ce ne passa di acqua sotto i ponti. Ci speravo, ma prima della gara ci credevo poco; ho iniziato a crederci molto di più nel corso della gara.
Quali avversarie sentivate più vicine per il successo?
Sicuramente la coppia inglese, bronzo alle Olimpiadi di Parigi, era la più temibile. Poi, per una serie di sfortunate eventi, non hanno nemmeno completato la gara. Ma al di là di questo, alla fine ho detto a Chiara che ero contenta: avevamo fatto una gara talmente buona che non dovevamo nemmeno preoccuparci delle inglesi, erano le altre a doverci rincorrere.
Il sincronismo nasce anche da una sintonia fuori dall’acqua. Com’è il rapporto con Chiara?
Bellissimo, come amiche e compagne. Siamo anche compagne di stanza. Tra di noi ci sono sempre parole di conforto e incoraggiamento, mai pensieri negativi. Questo aiuta tanto sia come persone sia come atlete.
Quei secondi sul trampolino prima del tuffo: cosa ti passa per la testa?
In allenamento pensi: “Se sbaglio, ne faccio un altro”. In gara è diverso: o adesso o adesso. C’è tensione, un po’ di dubbio; è fondamentale fare un respiro, mandare giù tutto e partire convinta. Se parti col dubbio, quasi sicuro che non va a buon fine.
Sei veronese: che orgoglio è portare un oro europeo nella tua città?
Grande, perché a Verona i tuffi non sono mai stati uno sport così praticato e un oro europeo non era mai arrivato. Sono fiera di aver reso Verona fiera di me e di averla portata un po’ a Parigi, anche tramite i miei parenti che hanno fatto notare che ero veronese.
C’è rammarico per il quarto posto nell’individuale?
Me l’hanno chiesto tutti. Il quarto posto è più sofferto del quinto perché dici “c’ero quasi”, ma sono state entrambe gare fatte al meglio, con l’atteggiamento giusto. A novembre non sapevo neanche se avrei potuto continuare coi tuffi o arrivare agli Europei: trovarmi lì in corsa per una medaglia per me è stata tanta roba, più lacrime di gioia che di rammarico.
Cosa significa, a 21 anni:, conquistare un oro europeo?
È la conferma che stiamo lavorando bene, di certo non un punto d’arrivo. Nessuno si accontenta. È un bellissimo punto di partenza: è la mia prima medaglia europea assoluta, iniziare con un oro è incredibile e mi dà consapevolezza che posso fare bene e che ci posso essere anch’io in quel contesto.
Il primo pensiero quando avete capito che l’oro era vostro?
Ho pensato: “Finalmente ce l’abbiamo fatta”. Poi ho pianto e salutato tutti quelli che erano lì a tifare. Sono stata molto contenta anche per il mio gruppo sportivo, la Guardia di Finanza: io e Chiara siamo entrambe delle Fiamme Gialle e questo oro è anche un pezzo loro. La medaglia è il risultato del lavoro di tutti.
Come vivrai questi giorni post-medaglia?
Saranno giorni bellissimi, pieni di belle parole e affetto da persone vicine e anche lontane. Mi sento leggera: ho finito la stagione nel migliore dei modi, ora vacanza e relax, poi a settembre si torna ancora più carica per nuovi obiettivi.





