Interviste, Tennis Padel

Aurora Zantedeschi: serenità fa rima con Slam

21 Agosto 2026 · 17:39

(di Gianluca Ruffino)

Il miglior ranking della carriera, risultati sempre più convincenti e un obiettivo ben preciso all’orizzonte: entrare per la prima volta nelle qualificazioni di uno Slam. A 25anni Aurora Zantedeschi, tennista numero 281 della classifica Wta, sta vivendo uno dei momenti più positivi della sua carriera, costruita “senza fretta”, rispettando le tappe della sua crescita.

Negli ultimi mesi hai raggiunto il tuo best ranking. Hai la sensazione di aver trovato qualcosa che prima ti mancava?
Sono sempre stata una lavoratrice, però allo stesso tempo consapevole che per raggiungere i propri obiettivi serve anche serenità. Il lavoro è necessario, ma avere fiducia nei propri mezzi e stare bene mentalmente ti permette davvero di esprimere tutto quello che hai costruito. Oggi sento di aver trovato soprattutto quella serenità e spero di riuscire a mantenerla il più possibile.

Sei arrivata al professionismo relativamente tardi, a 19 anni, seguendo un percorso che tu stessa hai definito “normale”. Quanto pensi ti abbia aiutato?
Tanto, soprattutto a crescere come persona. Ho avuto la possibilità di vivere la mia adolescenza, con tutte le esperienze che fanno parte di quell’età. Sono fiera del percorso che ho fatto, anche se non è stato semplice, specialmente durante gli ultimi due anni delle superiori, in cui conciliavo lo studio con i tornei. Nella mia famiglia abbiamo sempre dato grande importanza allo studio e poi, diciamolo, io non sono mai stata una predestinata. Ero una ragazza normale, con tanta passione per il tennis, ma senza risultati tali da giustificare una scelta diversa. Ho preferito crescere un passo alla volta.

Qual è il successo che porti maggiormente nel cuore?
Sicuramente il primo titolo ITF conquistato a Tabarka nel 2019. Le prime volte sono sempre quelle che ti segnano di più. Arrivava dopo un periodo particolare, in cui avevo appena sostenuto la maturità ed ero reduce da risultati deludenti. Vincere quel titolo è stato totalmente inaspettato e forse proprio per questo rimane il ricordo più bello.

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