(di Alberto Cristani)
Parafrasando la celebre battuta del film cult Vacanze di Natale, il 1° settembre, alle 20:00, si è potuto esclamare: “Anche questo calciomercato se lo semo levato dalle palle”.
Ogni anno mi stupisco — e mi ripeto sempre che sarà l’ultima volta — di come il calciomercato riesca a creare uno stato di isteria generale, coinvolgendo in un unico grande ring mediatico giornalisti e tifosi.
Paradossalmente, ma non troppo, i soggetti meno coinvolti dai rumors sono società, direttori sportivi, procuratori e calciatori, che concludono le loro trattative fregandosene bellamente di ciò che viene scritto e detto.
Sarebbe interessante calcolare quale percentuale delle notizie “sparata” trovi poi effettivo riscontro alla fine del mercato.
Al di là dei giornalisti che, per mestiere, devono scrivere e riportare anche le più piccole e suggestive indiscrezioni (sebbene alcuni di loro inventino notizie per il gusto di aizzare le folle e raccattare click e like…), ciò che fa sorridere — fino a un certo punto — sono i tifosi da tastiera che, per un mese e oltre, magari sotto l’ombrellone o durante una pausa in un rifugio di montagna, si affannano a commentare con acredine le notizie quotidiane riguardanti il mercato della squadra del cuore.
E i commenti sono quasi di default negativi: pidocchiosa la società che non compra e non investe, traditore il giocatore che se ne va, scarso il nuovo giocatore.
Insomma, o arriva il campione affermato da 100 milioni di euro, oppure il tifoso è scontento.
Ma quanto erano belle le tabelle di calciomercato della Gazzetta dello Sport degli Anni Ottanta e Novanta? Semplici, lineari, schematiche, con tre voci: ACQUISTI, CESSIONI, OGGI COSÌ, con l’ultima categoria dedicata alla ipotetica formazione delle squadre.
Si leggeva, si sognava, si sperava e fine. Nessuno aveva tempo, voglia e capacità di analizzare bilanci societari o di ipotizzare plusvalenze: il calciomercato era leggerezza, era un momento in cui il tifoso — senza tastiere — sognava il proprio 11 ideale e immaginava la sua squadra più forte rispetto alla stagione precedente.
I tempi sono però cambiati e oggi ogni spunto è buono per incazzarsi, sputare sentenze, insultare e scatenare il ‘tutti contro tutti’ o, peggio ancora, il ‘tutti contro uno’.
Per quanto mi riguarda, non mi resta che rimpiangere le pagine accartocciate della Gazzetta, la tabella del calciomercato con le “ics” sul giocatore che avrei voluto nella mia squadra e la delusione — quella sì che, a volte, prendeva lo stomaco — quando vedevi il tuo beniamino diventare un ex.
Per ora accontentiamoci della tregua fino a dicembre, momento in cui si riaprirà il calciomercato, quello di riparazione.
E anche in quel caso, non vedremo l’ora di poter dire: “Anche questo calciomercato se lo semo levato dalle palle”.


