Scacco matto in tre mosse: trasferimento delle strutture attuali Olimpia e Sogare in campi temporanei nell’area ex Guidotti allo Stadio; adeguamento impianto di via Sogare per ospitare la prima squadra e i campionati dell’Hellas; inizio abbattimento vecchio Bentegodi (non è possibile procedere per stralci, la struttura è datata ed è stata “incernierata” con gli adeguamenti per Italia 90 e quindi bisogna buttarla giù in un’unica soluzione) e ricostruzione dello stadio. Inaugurazione del nuovo Bentegodi: primavera del 2031 se si vuole avere qualche chance per l’Europeo dell’anno seguente. Spannometricamente: poco più di millecinquecento giorni da oggi. Una vera e propria corsa.
Oggi Presidio Investors ha presentato a Palazzo Barbieri – alla prima conferenza dei servizi – il progetto del nuovo stadio sia da un punto di vista progettuale (ci partecipano alcune fra le maggiori società sia di progettazione e di accountability da Usa e Europa ) sia da quello industriale con le prime analisi economico-finanziarie. Due le ipotesi sul terreno: uno stadio da 30mila posti, costo stimato di circa 300 milioni €, con una partecipazione pubblica vicina ai 70 milioni €; una struttura da 25mila posti, con un costo totale inferiore del 14, 15% – quindi sui 260 milioni di spesa complessiva – ed una minore contribuzione pubblica. Il primo è per poter candidarsi agli Europei del 2032, in zona Cesarini, ma alla fine il prestigio sarebbe enorme per la città, l’Hellas e l’amministrazione.
Il secondo sarebbe già “ideale” per Verona con una capienza sufficiente per i campionati nazionali di calcio attuali e per poter allargare il business. Per entrambi la possibilità di avere tribune retrattili per realizzare un palco per concerti e manifestazioni e sempre per entrambi la possibilità di mettere in sicurezza il terreno di gioco grazie ad una copertura temporanea che consentirebbe anche di svolgere tornei di discipline diverse. Sempre in entrambe le ipotesi di studio, l’ampliamento dell’impianto di autoproduzione di energia (oggi quello di Magis è uno dei più importanti in città, oltre ad essere uno dei primi mai fatti in Italia) per raggiungere la piena sostenibilità ambientale del nuovo Bentegodi.

“Abbiamo fatto questo progetto – sottolinea Italo Zanzi, presidente dell’Hellas Verona, nella foto qui sopra – pensando certamente alle esigenze della squadra, ma soprattutto pensando alle ricadute economiche per il territorio. Sarà uno stadio sostenibile che porterà valore, migliorerà l’esperienza dei tifosi, creerà più opportunità per il club e permetterà alla città di avere uno spazio importante per concerti e manifestazioni. Sarà polifunzionale, perché non è immaginabile uno sforzo economico tale per 25 partite all’anno soltanto. Useremo tecnologie all’avanguardia e già sperimentate nel mondo. Si creerà un campus sportivo per la città, non è “soltanto” uno stadio, ma molto di più. E, permettetemi, questo porterà molto prestigio a Verona, molto prestigio all’Italia ed al mondo del calcio italiano che ha bisogno di investimenti di questa portata”.
Soddisfatto anche Damiano Tommasi: “L’incontro coi promotori del nuovo Bentegodi è andato molto bene – spiega ai cronisti che lo assediano in Sala Gozzi – con l’analisi economico finanziaria. Ora molto dipende dal confronto con il Commissario straordinario (Massimo Serra, in carica dell’aprile scorso) per verificare tutte le procedure e l’eventuale contribuzione pubblica”.
Quanto renderà lo stadio? Una analisi de La Cronaca – qui il link per leggerla integralmente – sulla base dei più recenti studi della FIGC e della case history del New Trafford a Manchester ipotizza una ricaduta pari a oltre 10mila nuovi posti di lavoro, alla costruzione di 2mila nuovi alloggi ed a circa 160 milioni di
nuove entrate fiscali annue.



