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Forza, mobilità e propriocezione: la prevenzione del ginocchio prima del dolore

22 Settembre 2026 · 18:46

(di Giorgio Pasetto)

Il ginocchio è una delle articolazioni più sollecitate del nostro organismo. Camminare, correre, salire le scale, accovacciarsi, saltare o semplicemente alzarsi da una sedia significa sottoporlo continuamente a forze importanti. Eppure continuiamo troppo spesso a occuparci del ginocchio soltanto quando compare il dolore. La prevenzione dovrebbe invece iniziare molto prima, attraverso il mantenimento della forza e del trofismo muscolare, della mobilità articolare, della propriocezione e della capacità dell’intero arto inferiore di controllare correttamente il movimento.

Un ginocchio, infatti, non lavora mai isolatamente. La sua stabilità dipende certamente dall’integrità delle strutture articolari, ma anche dalla capacità dei muscoli di assorbire e distribuire le forze. Il quadricipite rappresenta uno dei principali protagonisti: un buon trofismo muscolare permette di controllare meglio il ginocchio, assorbire i carichi e affrontare in maniera più efficiente sia i gesti quotidiani sia quelli sportivi. Accanto al quadricipite sono fondamentali gli ischiocrurali, il polpaccio e i muscoli dell’anca, in particolare i glutei e gli stabilizzatori del bacino. Per questo la prevenzione non dovrebbe limitarsi al classico esercizio di estensione del ginocchio: occorre allenare l’intera catena dell’arto inferiore attraverso esercizi progressivi di forza e controllo.

Particolare attenzione viene tradizionalmente dedicata al vasto mediale, porzione del quadricipite che contribuisce al controllo dell’articolazione femoro-rotulea. Dopo dolore, trauma, intervento chirurgico o periodi di immobilità può comparire rapidamente un deficit del quadricipite, spesso accompagnato da un’evidente perdita di trofismo nella regione mediale. Il recupero del vasto mediale è quindi importante, ma oggi sappiamo che non va considerato come un muscolo da allenare isolatamente. L’obiettivo deve essere quello di recuperare forza e funzione dell’intero quadricipite, integrandole con il controllo dell’anca, del bacino e della caviglia. Un ginocchio stabile è il risultato di un sistema efficiente, non di un singolo muscolo.

Alla forza deve accompagnarsi una buona mobilità. Rigidità del quadricipite, dei muscoli posteriori della coscia, del polpaccio o limitazioni della caviglia possono modificare la biomeccanica dell’intero arto inferiore e costringere il ginocchio a compensare. Prevenzione, però, non significa ricercare la massima flessibilità possibile, ma possedere la mobilità necessaria per eseguire correttamente i movimenti richiesti dalla vita quotidiana e dallo sport, mantenendone contemporaneamente il controllo. Forza e mobilità devono crescere insieme.

Esiste poi una componente meno visibile, ma altrettanto fondamentale: la propriocezione. Il nostro sistema nervoso riceve continuamente informazioni da articolazioni, muscoli e tendini e, in pochi millisecondi, modifica l’attivazione muscolare per mantenere equilibrio e stabilità. Dopo una distorsione o una lesione legamentosa questa capacità può rimanere alterata anche quando il dolore è scomparso e apparentemente il ginocchio sembra guarito. Ecco perché esercizi monopodalici, cambi di direzione controllati, perturbazioni, esercizi dinamici e progressioni specifiche rappresentano una parte importante sia della prevenzione sia della riabilitazione. Non basta avere muscoli forti: bisogna essere capaci di utilizzarli correttamente e nel momento giusto.

Ma prevenire significa anche cercare di conservare il più possibile l’integrità delle strutture del ginocchio. E uno degli esempi più significativi riguarda il menisco.
Per molto tempo il menisco è stato considerato quasi una struttura sacrificabile. In presenza di una lesione, l’asportazione della parte danneggiata era molto più frequente. Oggi sappiamo quanto sia importante conservarlo. I menischi contribuiscono alla distribuzione dei carichi, aumentano la congruenza articolare, partecipano alla stabilità del ginocchio e soprattutto svolgono un ruolo fondamentale nella protezione della cartilagine. La loro integrità rappresenta quindi un patrimonio biologico e biomeccanico da preservare il più possibile.

Un esempio molto attuale è quello di Manuel Locatelli. Dopo il trauma distorsivo al ginocchio destro riportato durante Juventus-Milan, il giocatore è stato sottoposto a un intervento di sutura del menisco esterno: quindi alla riparazione e conservazione del menisco, anziché all’asportazione della porzione lesionata. Una scelta che può comportare tempi riabilitativi più lunghi rispetto a una meniscectomia parziale, ma che rappresenta perfettamente la filosofia moderna della chirurgia del ginocchio: quando le caratteristiche della lesione lo consentono, preservare il menisco significa cercare di proteggere l’articolazione nel lungo periodo.

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